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giovedì 29 luglio 2010

IL MUFFIN PERFETTO



Dopo aver provato una quantità indefinita di ricette di muffin ho finalmente trovato le dosi per ottenere il mio muffin perfetto. Bello gonfio, appena screpolato alla sommità, umido ma non troppo, dolce ma non troppo... Con le dosi che vi darò ne vengono 18. Io ne ho farcito 6 con frutti di bosco al naturale (piacevolissimo il contrasto aspro), 6 con confettura di lamponi e 6 con confettura e scorzette di arancia. Sono uno più buono dell'altro.
La preparazione per i muffin è semplice, lo sanno oramai anche i bambini dell'asilo che bisogna unire prima tutti i liquidi: 2 uova, 100 gr. di burro fuso e 300 gr. di latte e infine aggiungere 400 gr. di farina setacciata con 10 gr. di lievito per dolci e 200 gr. di zucchero. Con una frusta sbattere velocemente giusto per amalgamare gli ingredienti e versare nei pirottini suddividendo la quantità di impasto. In ogni pirottino aggiungete la frutta e la confettura a piacere (io abbondo sempre). Infornate a 180° per 20 minuti.
I rovi del mio giardino si stanno caricando di more e quindi, tra un mese, faremo il pieno di muffin alle more.

venerdì 16 luglio 2010

TEGLIA DI RISO PATATE E COZZE

Un piatto unico perfetto soprattutto d'estate, il periodo migliore per le cozze.

1 kg di patate
400 gr di riso
1 kg di cozze
mezza cipolla
1 spicchio d'aglio
100 cc di olio
4 pomodori a pezzetti
sale
pepe
pecorino grat 50 gr.
prezzemolo tritato
Condire le patate, precedentemente tagliate a fettine sottili, lavate ed asciugate, con cipolla, aglio, olio, prezzemolo sale, pepe e pomodori.
Fate aprire le cozze, dopo aver tolto loro il bisso e dopo averle raschiate e lavate, mettendole in una padella con coperchio e tenete da parte il liquido.
Fare degli strati in una teglia unta, con patate, riso e cozze (con mezzo guscio e senza) spolverizzare col formaggio e finire con uno strato di patate e formaggio.
Versare delicatamente 1 litro di acqua bollente salata ed un bicchiere di liquido filtrato delle cozze.
FAte cuocere in forno caldo a 200° x 45 minuti, avendo cura di tenere la teglia coperta i primi 30 minuti, scoperta gli ultimi 15. Riposo 5-10 minuti e via....Dio abbia in gloria chi mi ha fatto conoscere questo piatto.ahahahahah

giovedì 15 luglio 2010

SEADAS - SEBADAS - SAVADAS - SEVADAS



Questi sono i quattro modi che conosco per chiamare un nostro dolce tipico, composto da una sfoglia allo strutto e ripieno di formaggio pecorino fresco. So che in molti le conoscete ma, avendole fatte di recente, vi trascrivo il procedimento.

per una dozzina di seadas:
500 gr. rimacinato di semola
50 gr strutto
200 cc acqua
1 pizzico di sale

500 gr pecorino fresco
1 cucchiaio di semola.
Scorza di un limone

Preparate una sfoglia abbastanza dura con semola, acqua, sale e strutto, lavoratela a lungo finchè la pasta non schiocca e intanto che preparate il ripieno fate riposare il panetto avvolto in un telo umido o nella pellicola.
Intanto tagliate il formaggio fresco, che va lasciato inacidire per qualche giorno fuori dal frigo, a dadini, mettetelo in una padella antiaderente, versateci sopra un cucchiaio di semola e, a fuoco dolcissimo, lasciatelo fondere.
Versate la scorza di limone grattata finemente. Ancora caldo, ma non bollente, formate dei dischetti di circa 10 cm di diametro e disponeteli su un vassoio.
Ora tirate la sfoglia sottile e appoggiate il disco di formaggio, ricopritelo con la pasta, sigillate bene i bordi premendo e tagliate con la rotella lasciando solo un piccolissimo esubero di pasta.
Potete conservarle in congelatore per alcuni mesi o friggerle subito per pochi minuti in olio ben caldo e condire con il miele di corbezzolo(sembra amaro al primo impatto ma poi si scioglie in bocca rivelando tutta la sua dolcezza e aroma) oppure si possono condire con qualche cucchiaino di zucchero e qualche goccia di limone.
Aggiungo inoltre una considerazione sull'utilizzo di formaggio a pasta filata di origine bovina. Ritengo possibile che in alcune zone della Sardegna venga usato il formaggio di mucca piuttosto che quello di pecora poichè storicamente in Sardegna le zone deputate all'allevamento dei bovini erano la Gallura, Tempio ecc.. e qualche parte dell'oristanese. Considerando che la gente cucinava coi prodotti che aveva a disposizione suppongo che in Gallura usasse e magari usi ancora fare le seadas con formaggio bovino. Mi viene in mente questo perchè anche la zuppa gallurese nel tempo si è trasformata e oggi, con la diffusione dell'allevamento delle pecore, si usa quasi esclusivamente carne di pecora ma le sue origini parlano di utilizzo di brodo di manzo. Comunque, quando non è periodo di formaggio fresco, così come ho visto fare alle mie zie del capo di sopra, qualche volta le seadas mi aggiusto a farle con formaggio bovino e, se sono in vena, raddoppio anche la dose di strutto, giusto per non farmi mancare niente!

mercoledì 7 luglio 2010

CONCHIGLIE










Conchiglie sì, ma dolci, sono da sempre le mie preferite come paste da colazione e vanno preparate con la pasta sfoglia preferibilmente fatta in casa con del buon burro. Se non avete il tempo siete autorizzati, ma solo per questa volta, ad utilizzare quella già pronta...anche surgelata, abbiate però l'accortezza di leggere se tra gli ingredienti c'è almeno il burro e non la margarina. Allora partendo da un rettangolo di sfoglia 30 x 20 avvolgete il lato più corto fino a formare un rotolo. Ora tagliate in 6 parti da circa 3 centimetri l'uno e con il mattarello dategli forma ovale. Al centro mettete un cucchiaio di crema pasticcera (io la faccio con 1 cucchiaio di farina (22 grammi), 2 tuorli, 3 cucchiai di zucchero (65 grammi)ed 1/4 di latte, aromatizzata con scorza di limone o baccello di vaniglia. La ricetta della crema è di mia nonna (e non la dimentico perchè segue, a parte il latte, ordine crescente di quantità con l'ordine alfabetico degli ingredienti). Chiudete sigillando i bordi ma lasciando aperta la parte superiore. Disponete sulla teglia, cospargete di zucchero semolato ed infornate a 200° per circa 20 minuti.

sabato 12 giugno 2010

PAVLOVA



Ho una passione smodata per le meringhe, le spume ed i bianchini. Insomma il bianco d'uovo mi piace parecchio, lo adoro perfino sodo con tanto sale... Potevo quindi evitare di fare il dolce dedicato alla mitica danzatrice russa Anna Pavlova? Ma ovviamente no!!!
Tra le altre cose, oltre ad essere decisamente buono, è semplicissimo da fare, il che non guasta.

Per fare una pavlova per sei persone occorrono:
100 grammi di albume (3 albumi)
200 grammi di zucchero
un pizzico di cremor tartaro o qualche goccia di succo di limone
300 grammi di panna fresca da montare
1 cucchiaio di zucchero
300 grammi di fragole
2 kiwi
facoltativa qualche ciliegia.

Per la pavlova occorre una meringa piuttosto densa e per ottenerla dovete quindi montare a neve ben soda gli albumi con metà dello zucchero e il cremor tartaro. Aggiungete, a montatura quasi completa, pian piano, il resto dello zucchero.
Formate un disco con tutta la montata, modellandolo delicatamente, per non smontarlo, con una spatola.
Infornate a 90° per 4 ore, oppure se avete il forno a legna, lasciatelo per tutta la notte.
Montate la panna aggiungendo un cucchiaio di zucchero e versatela sul disco e guarnite con la frutta fresca. Spolverizzare con poco zucchero a velo.

giovedì 3 giugno 2010

FIORI DI ZUCCA FARCITI



Finalmente i primi fiori di zucca del mio orticello che, dopo essere stati lavati e delicatamente asciugati, non aspettavano altro che essere farciti, impastellati e fritti.
Per 8 fiori di zucca:
1 mozzarella da 125 grammi
8 filetti di acciuga
una manciata di capperi
80 grammi di farina
1 uovo
80 cc di birra
1 pizzico di sale
olio per friggere

Preparate una pastella con 80 grammi di farina ed un uovo. Versate lentamente la birra e continuate a mescolare con la frusta. Deve avere la consistenza di una crema morbida quindi correggete eventualmente aggiungendo farina o birra. Condite con un pizzico di sale e mettete in frigo per almeno un'ora.
Lavate ed asciugate i fiori di zucca, tagliate in otto parti la mozzarella e infilatene un pezzetto dentro ogni fiore, con un'acciuga e qualche cappero. Richiudete il fiore, immergetelo nella pastella e ricopritelo bene (operazione da fare con garbo...) e friggete fino a doratura in olio caldo. Sgocciolate su carta assorbente. Di solito, vista la presenza dell'acciuga, non è necessario salarli.

mercoledì 2 giugno 2010

TORTA CON CILIEGIE E GANACHE AL FONDENTE






Una torta inventata lì per lì, vista la presenza delle ciliegie fresche che in questo periodo ci incantano e personalmente, mi deliziano. Dal momento che me ne hanno regalato un bel cesto, ho pensato bene di utilizzarne 400 grammi per farne un dolce da accompagnare ad una bella tazza di tè.

Ingredienti per una tortiera da 18 cm di diametro.
un pan di spagna di 3 uova (3 uova lavorate a lungo con 90 grammi di zucchero a cui aggiungere 105 grammi di farina, infornare a 150-160° per circa 20 minuti)
400 grammi di ciliegie
220 grammi di zucchero
400 gr.di panna fresca da montare
350 gr. di cioccolato fondente grattugiato o a pezzetti molto piccoli
150 grammi di acqua
50 grammi di liquore (ho usato maraschino)
un cucchiaio di zucchero a velo
due ciliegie.

Mentre il pan di spagna è in forno, mettete sul fuoco l'acqua e 150 gr. di zucchero e fate bollire. Quando questo sciroppo è freddo aggiungete il liquore.
Preparate la ganache al fondente mettendo a bollire 200 grammi di panna. Versatela bollente su 200 grammi di cioccolato fondente grattugiato o a pezzetti molto piccoli. Mescolate un pochino e poi fate raffreddare ed infine ponetela a rassodare in frigo.
Snocciolate le ciliegie, tagliatele a metà e mettetele in una casseruola con 40 grammi di zucchero fino allo scioglimento dello zucchero e fate raffreddare. (le ciliegie non devono assolutamente diventare una marmellata).
Tagliate il pan di spagna in 4 dischi e con un pennello bagnateli con lo sciroppo al liquore. In ogni strato mettete un terzo di ganache e un terzo delle ciliegie. Chiudete con l'ultimo disco di pan di spagna.
Montate 200 grammi di panna fresca fredda con 30 grammi di zucchero e rivestire la torta.
Sciogliete a bagnomaria 150 grammi di cioccolato fondente, versatelo su un piano di marmo e quando è consolidato raschiate con un coltello a lama liscia e ricavatene tante scaglie con le quali ricoprirete la panna. Al centro della torta due belle ciliegie fresche ed una lieve impolverata di zucchero a velo.

venerdì 28 maggio 2010

CESTINO DI CILIEGIE E FRAGOLE




Visto che questo è il periodo delle fragole e delle ciliegie, è ora di preparare un bel cesto con la pasta choux e riempirlo di coloratissimi frutti.
Scegliete 300 grammi di ciliegie e 500 gr. d fragole, lavatele per bene ed asciugatele accuratamente.
Preparate un pan di spagna rettangolare con 3 uova, 90 grammi di zucchero e 105 grammi di farina + la scorza grattugiata di mezzo limone. Cuocete per 20-25 minuti a 160°
Sformatelo e fatelo raffreddare. Prendete le misure della base e dell'altezza e preparate i bordi del cestino con la pasta choux. (Far bollire gr.250 di acqua con 1 pizzico di sale e gr.60 di burro, togliere dal fuoco, versare in un colpo gr.125 di farina e rimescolare. Aggiungere 3-4 uova, incorporando uno alla volta, il composto deve essere abbastanza compatto, mescolare vigorosamente e rimettere sul fornello fino a quando comincia a sfregolare.) Fate i bordi usando una sac à poche. Infornate a 220° per i primi 10 minuti e poi abbassate a 190° fino a completa doratura.
Praparare una crema pasticcera con 4 tuorli, 150 gr di zucchero, 20 gr farina e 20 gr. di maizena. Far bollire 1/2 litro di latte con mezzo baccello di vaniglia o con la scorza di mezzo di limone e versarla sul composto di uova. Mettere sul fuoco e far raddensare.
Su un vassoio rettangolare porre il pan di spagna, imbibirlo con succo di fragole o con sciroppo di acqua e zucchero insaporito con un liquore a piacere, versare la crema (se vi piace mischiate anche un po' di panna montata), la metà dei frutti tagliati a pezzi, altro strato leggero di crema e decorate con i frutti interi rimasti.
Adesso prendete i 4 bordi di pasta choux e con un po' di crema o cioccolato fuso attaccateli alla torta et.....voilà.

Approfitto qui per ringraziare tutti gli amici pasticciatori cuciniferi come me, quelli bravi, quelli meno bravi e tutti gli amici professionisti seri, tante volte grande fonte di ispirazione, altre volte solo fonte di...copiatura e basta :-))

PESCE AL FORNO CON LE PATATE



Un secondo di pesce delizioso, leggero, gustoso e semplice da preparare.
Primo passo da fare squamare ed eviscerare un pesce da circa un kg (o 4 pesci da 250-300 grammi), strofinare la pancia con sale e pepe e riempirla con qualche foglia di prezzemolo e uno spicchio di aglio.
Pelare un kg. di patate, tagliarle a fette, lavarle ed asciugarle.
In una teglia unta d'olio, disporre le patate a strati, spolverarle di sale,pepe, aglio,prezzemolo e due acciughe sottolio, il tutto tritato. Condire ancora con l'olio.
Far cuocere le patate per 20 minuti in forno a 200°, e poi disporvi sopra il pesce, non spellato e far cuocere per altri 20 minuti.
Servire a tavola disponendo il pesce spellato (avvolgendo la pelle verso la coda) sulle patate, ricordandovi di salarlo un pochino.

mercoledì 26 maggio 2010

MACCARRONIS DE BUSA (PASTA COL FERRETTO) CON ARSELLE E BOTTARGA




I maccarronis de busa sono una pasta di antica tradizione fatti di sola semola di grano duro ed acqua. Busa (il ferretto da maglia, io uso il numero 3) è l'attrezzo con il quale si dà loro la caratteristica forma. Questo tipo di pasta è piuttosto popolare anche in Italia del Sud, mi viene in mente la Calabria, dove vengono chiamate Scilatelle. Per 4 persone dovrete impastare 350 gr. di semola con acqua, ricavare tanti piccoli serpentelli, posarvi sopra il ferretto. Premerlo e muoverlo come fosse un mattarello cercando di avvolgervi intorno il pezzetto di pasta. Sfilare la pasta e metterla su un telo ad asciugare.

Per il sugo:
1 kg di vongole cuore,
5-6 pomodori ciliegini
5 cucchiai di olio
1 spicchio d'aglio
1 pizzico di peperoncino piccante
poco prezzemolo tritato
30 gr. bottarga di tonno

Prima di tutto spurgare per qualche ora le vongole in acqua salata. Farle aprire a fiamma alta in una pentola coperta. Sgusciatene 3/4 e filtrate 1/2 bicchiere dell'acqua di cottura.
Pochi minuti prima di scolare la pasta ( di solito ha bisogno di 13-15 minuti di cottura) in una grande padella versate l'olio, fate rosolare l'aglio e mettete i pomodori tagliati a spicchi ed il peperoncino. Togliete l'aglio, aggiungete le vongole sgusciate, l'acqua filtrata e le vongole con il guscio. Fate cuocere pochi minuti, versate la pasta e fatela saltare. Terminate il piatto con un spolverata di prezzomolo ed una grattugiata di bottarga di tonno.

martedì 25 maggio 2010

FRÈGULA CON VONGOLE





Il modo più classico per preparare la Frègula è senza dubbio con le arselle o vongole.
Preparate innanzitutto 400 grammi di frègula fresca o comprate 320 gr. frègula tostata, mettete a spurgare per alcune ore, in acqua e sale, 1 kg di vongole. Occorre poi qualche cucchiaio d'olio, 2 spicchi d'aglio, un pezzetto di peperoncino piccante, 1 pomodoro secco salato (lavato ed asciugato)
(Il metodo per la preparazione della frègula si trova nella ricetta della frègula con radicchio e zafferano)

Fate aprire le arselle (o vongole) ponendole sulla fiamma alta in un tegame coperto.Poi filtrate l'acqua (e la tenete da parte) e le sgusciate (tenetene da parte qualcuna con il guscio per decoro).

Fate dorare in olio buono qualche spicchio d'aglio,un po' di peperoncino rosso piccante ed un pomodoro secco tritato. Quando è dorato togliete l'aglio e versateci 2 cucchiaiate di concentrato di pomodoro, fate rosolare. Versateci un litro d'acqua (x 4 porz. di fregula). Quando bolle mettete le arselle sgusciate, l'acqua filtrata delle arselle e la frègula. Fate cuocere una decina di minuti (15 se usate quella comprata e tostata) ed eventualmente correggete di sale.
Quando la servite mettete le arselle con i gusci, qualche fogliolina di prezzemolo,(o spolverizzatela appena di prezzemolo tritato) ed un peperoncino.

venerdì 21 maggio 2010

PITA E KEBAB






La pita è il pane tradizionale, assai simile alle nostre focaccine e alla nostra spianata, del medioriente, del nordafrica diffuso anche nel Mediterraneo, che viene farcita con carne, verdure e salse a base di yogurt. Farle in casa si può e direi pure con soddisfazione.
Per la pita:
500 grammi di farina
370 ml di acqua
10 grammi di lievito di birra
5 grammi di zucchero
8 grammi di sale

Sciogliete il lievito in una parte dell'acqua e impastate tutti gli ingredienti. Formate una palla e lasciatela a lievitare fino al raddoppio (occorreranno circa 2 ore)
Dividete ora il composto in 6 parti, formate 6 palline e lasciate lievitare ancora per mezzora. Accendete il forno a 250°
Stendetele col mattarello facendone dei dischi di circa 16-18 cm di diametro. Infornate una o due alla volta e cuocete per 5 minuti ( in forno si gonfieranno come dei palloncini..uno spettacolo!)
Per fare il kebab occorrebbe il gyros, lo spiedo verticale, ma non lo abbiamo, per ora, e quindi tagliamo la carne a bocconcini e la rosoliamo con olio,aglio cumino e pepe in una padella caldissima ed infine il sale. Per nostro gusto personale preferiamo il pollo, ma andrebbe benissimo l'agnello o il montone.

Passiamo alle salse:
Io le faccio usando come base lo yogurt greco, ma uno yogurt intero senza zucchero può andare bene uguale.
Salsa all'aglio: 200 ml di yogurt, un cucchiaino di succo di limone, un pizzico di sale, 2 spicchi di aglio tritati e ridotti in pasta, 5 foglie di menta fresca tritate.

Salsa rossa piccante: 100 ml di yogurt, 50 ml di salsa di pomodoro + 1 cucchiaio di concentrato, un cucchiaio di olio, peperoncino piccante a piacere, paprika, 1 pezzo di peperone fresco tritato, e se ce l'avete, un cucchiaino di harissa.

Poi cipolla fresca, cetriolo e pomodoro a fettine.
Aprite la pita e farcite abbondantemente con questi ingredienti.

giovedì 20 maggio 2010

BICCHIERINI ALLA PANNA COTTA


Un dessert, anzi tanti, semplici, facili, veloci ed esteticamente accattivanti...i bicchierini alla panna cotta alla vaniglia. Ed una aggiunta di gelées di frutta fresca di vari colori, per rendere il tutto ancora più gradevole al gusto e alla vista.
Di solito io parto facendo prima le gelées, che mi piace mettere nel fondo del bicchiere ed anche perchè le gelatine fatte con l'agar agar, anche se si solidificano, si possono sempre sciogliere di nuovo mettendole a scaldare sul fornello, mentre la panna cotta va messa in forma prima che si raffreddi troppo.

Panna cotta
250 g di latte intero
250 g di panna liquida
100 g di zucchero
4 g di gelatina
1/2 bacca di vaniglia

Tagliare il mezzo baccello di vaniglia longitudinalmente, grattarne i semi ed unirli al latte. Far bollire il latte con la panna e lo zucchero. Mettere a mollo la gelatina in acqua fredda. Strizzate la gelatina ammollata e mettetela nel latte. Fate intiepidire leggermente,versate nei bicchierini e ponete in frigo a raffreddare.

La gelée è preparata mettendo a bollire il succo d'arancia filtrato con zucchero (non tanto, chè a me non piace eccessivamente dolce) e un cucchiaino di agar agar. Si lascia leggermente intiepidire e si versa nel bicchierino e si aspetta il solidificamento.Per quella alle ciliegie (o fragole ecc..)si fa bollire con dello zucchero (a piacere) la polpa della frutta, poi si passa nel passaverdura e si riporta a bollore con l'agar agar.
La decorazione è fatta con pezzetti di arancia, compresa la buccia, caramellati.


Il bicchierino al caffè ha alla base un pezzetto di amaretto sbriciolato su cui ho versato un goccino di caffè, poi ho preparato una cremina montando il mascarpone con lo zucchero e 1 tazzina di caffè ristretto. Guarnito con una meringhetta e spolverizzato di cacao.

Ora il prossimo passo è fare delle gelée al caffè con dentro dei pezzetti di cioccolato fondente.

domenica 16 maggio 2010

ZUPPA INGLESE ALLA NAPOLETANA



Un "dolce dolcissimo", ricco e sontuoso, a base di crema pasticcera, amarene sciroppate, pan di spagna,rum e meringa.

L'ho conosciuto tempo fa grazie a Rosaria, ottima cuoca ed amica...
Fate innanzitutto il pan di spagna montando benissimo 4 uova con 120 grammi di zucchero e aggiungendo poi delicatamente 140 grammi di farina. Infornatelo a 160° per circa 30 minuti.
Preparate la crema pasticcera facendo bollire 1/2 litro di latte con una stecca di vaniglia. In un altro tegame lavorate 4 tuorli con 150 grammi di zucchero, aggiungete 20 grammi di farina e 20 grammi di maizena e versatevi il latte bollente. Rimettete sul fuoco a fiamma bassissima e fate addensare la crema.
Preparate anche una meringa italiana montando 4 albumi con 40 grammi di zucchero.
In un pentolino versare 160 grammi di zucchero con 40 grammi di acqua e far bollire per pochi minuti. Versarlo ora a filo sul resto delle meringhe e continuare a montare fino a raggiungere la giusta densità.
Ora tagliate a fette il pan di spagna e su un vassoio che possa andare in forno cominciate a preparare la zuppa anglopartenopea disponendo uno strato di fette di pan di spagna, spennellate con il rum, mettete uno strato di crema e una parte di amarene sciroppate. Un altro strato di fette pan di spagna imbibite, crema e amarena ed infine ancora pan di spagna e rum. Ora decorate con la meringa e passate in forno caldo per una decina di minuti (questo passaggio si può evitare se avete il cannello).
Mettere in frigo per qualche ora.

venerdì 14 maggio 2010

DECORAZIONI IN CIOCCOLATO PLASTICO



Mettete in una ciotola 150 grammi di cioccolato temprato(al latte, fondente o bianco a cui potrete aggiungere il colorante alimentare) ma ancora liquido e unitevi 2 cucchiai di glucosio liquido ed 1 di acqua; mescolate bene finchè la mistura si sia fusa in una massa lucente che tende a staccarsi dal cucchiaio.
Versate questa massa, ancora soffice, su un foglio di plastica, copritela con un altro foglio e lasciatela riposare in luogo fresco almeno un'ora.

Per fare un fiore, fate tante palline di cioccolato-toffee (si chiama così) quanti saranno i petali che vorrete dare al vostro fiore; la misura delle palline potrà variare da un cucchiaino a un cucchiaio da tavola.

Ponete quindi sul piano di lavoro (preferibilmente di marmo o fòrmica) una pallina alla volta e lavoratela energicamente con la lama del coltello o con la parte piatta di una spatola, spianandola ripetutamente; quando spianate, muovete la lama o la spatola verso il fuori, in modo da spianare la superficie.

Dopo una decina di colpi, otterrete un disco piatto con il lato esterno più sottile; questo è il petalo; sollevatelo dal piano di lavoro inserendo la lama del coltello sotto la parte più sottile e velocemente passate il coltello al di sotto.

Arrotolate ora questo primo petalo come un cilindro, con la parte sottile in alto.

Gli altri petali saranno fatti allo stesso modo.

Per formare il fiore, arrotolate la parte dei petali più spessa attorno al primo, lasciando in alto le punte più sottili piegate all'infuori.

Mentre lavorate, tenete la base del fiore appoggiata sul piano di lavoro, mai di fianco, perchè, fino a quando il toffee non si è rassodato, i petali posso schiacciarsi; comunque si rassodano in 10 minuti.

Potete lavorare il toffee con le mani, perchè non si scioglie al loro calore e quindi potrete dare al fiore la forma desiderata.

Potete usare il cioccolato toffee anche per fare nastri con i quali creare fiocchi o nodi. Per costruire questi nastri, passate il toffee nella macchina per fare la pasta, ricaverete così un foglio di cioccolato (che potrete usare anche così come è: magari drappeggiandolo), lo passerete nel rullo per fare i taglierini ottenendo così i nastri desiderati. E' davvero semplicissimo.
I fiori si conservano per dei mesi e il panetto di cioccolato plastico puoi avvolgerlo nella pellicola e conservarlo in frigo. Quando ne avrete bisogno lo renderete nuovamente malleabile col calore delle mani.

FRÈGULA CON RADICCHIO E ZAFFERANO



La "FRÈGULA", intraducibile in italiano, è una pasta che si forma facendo scendere a pioggia la semola di grano duro nella "scivedda" (una conca in terracotta), bagnando con acqua e con un movimento rotatorio e veloce della mano si fanno delle sferette. Oppure si dispone a corona tutta la semola e, al centro, un cucchiaio alla volta, si mette l'acqua e sempre con lo stesso movimento circolare si spinge la semola e la si fa inumidire d'acqua fino alla formazione delle palline. La fregula, e non chiamatela fregola, è parente stretta del cuscus arabo ed è probabilmente un regalo delle numerose frequentazioni arabe che abbiamo avuto nel corso dei secoli. Si presta ad essere cucinata come minestra (famosissima la versione con le arselle) o risottata con ortaggi e/o carne. In questo caso ve la presento proprio così, a "risotto".
Per 4 persone occorre 1/2 cipolla tritata fine, 1 radicchio trevisano, 1 litro di brodo vegetale e sale, 400 grammi di fregula non tostata, olio, 2 grammi di zafferano di San Gavino, sale e poco pecorino semistagionato grattugiato.
In poco olio soffriggete la cipolla a fiamma bassa e aggiungete il radicchio tagliato a julienne finissima. Fatelo cuocere per pochi minuti, salatelo e poi mettetelo da parte. In una capace padella tostate in qualche cucchiaio di olio la fregula. (Se usate la fregula comprata saltate la tostatura perchè è già stata tostata in forno). Una volta tostata, versate un mestolo di brodo caldo nel quale avete sciolto lo zafferano e fatelo assorbire, mettete il radicchio continuando a versare brodo fino a portare a cottura la fregula (non ci vorranno più di 10 minuti nel caso della fregula fresca, 5-6 minuti in più se usate la fregula tostata in forno). Aggiustate di sale e servite subito spolverizzando con poco pecorino.

martedì 11 maggio 2010

CAPPONATA


In attesa di mangiare il tonno di corsa, la pesca e la mattanza cominceranno a giorni, mi accontento di fare la capponata, un piatto isolano a base di tonno sotto sale.
Dose per 6 persone:
500 grammi di tonno salato
150 grammi di ceci secchi
1 rametto di rosmarino, 2 foglie d'alloro, qualche grano di pepe
500 grammi di pomodori
150 grammi di gallette (il pane dei marinai...)
sale, olio, aceto e basilico.

La sera prima mettere a mollo i ceci e al mattino bollirli in acqua, sale,alloro, pepe e rosmarino.
Mettere a mollo in acqua fredda il tonno, per almeno 2 ore.
Poi sgocciolarlo e strizzarlo per bene e, a mano, farlo a piccoli pezzetti, sfogliandolo.
Tagliare i pomodori e salarli, mettere il tutto in un piatto da portata fondo, fare a pezzetti le gallette (basta metterle sul tagliere di legno e assestare uno o due pugni...così diamo sfogo all'aggressività che è insita in ognuno di noi) e condire con olio, aceto e basilico. Lasciar riposare almeno 2 ore e servire.

venerdì 7 maggio 2010

LASAGNE AI CARCIOFI


Con queste dosi vengono 8 porzioni
300 gr. di farina
3 uova
sale
Oppure 500 gr. di lasagne all'uovo pronte.
8 carciofi
1/2 bicchiere di vino bianco
sale pepe olio
besciamella (40 gr. di burro, 2 cucchiai di farina, 1 lt di latte, sale, pepe e noce moscata)
100 gr parmigiano
200 gr mozzarella
400 gr scamorza


Preparate la pasta all'uovo con la farina, il sale e le uova. Tirate la sfoglia e cuocetela per pochi minuti. Raffreddatela con acqua fredda e disponetela sui canovacci.
Pulite i carciofi e tagliateli a fettine. Rosolateli subito con poco olio e portate a cottura con il vino, ci vorranno circa 20 minuti. Salate e pepate.
Preparate una besciamella piuttosto liquida facendo un roux con il burro e la farina ed aggiungendo il latte senza formare grumi, poi condite con sale pepe e noce moscata.
Mettete nel fondo di una teglia un pochino di besciamella e poi disponete, a strati, la lasagna, besciamella, un po' di carciofi, parmigiano, mozzarella e scamorza a fette. Sopra l'ultimo strato di lasagne mettete soltanto la besciamella ed una spolverata di parmigiano. Infornare nel forno già caldo a 180° per 20 minuti.

martedì 27 aprile 2010

GATTÒ DI PATATE


Con queste dosi vengono 6 porzioni:
1 kg di patate
3 tuorli d'uovo
250 gr. mortadella a fettine o a pezzetti (oppure prosciutto cotto)
400 gr. mozzarella a fettine o provola
pangrattato
sale e pepe

Lessate le patate e schiacciatele con lo schiacciapatate (potete farlo con la buccia, tanto questa rimane nel fondo dell'utensile, facile da rimuovere), fatele raffreddare e conditele con sale e pepe (siate generosi..) e aggiungete i tuorli mescolando bene. In una teglia imburrata e cosparsa di pangrattato mettete la metà delle patate schiacciate e distribuitele bene con le mani inumidite (così che le patate non si appiccichino alle mani). Disponetevi la metà della mozzarella affettata (e lasciata in un colapasta almeno un'ora a sgocciolare), sopra mettete la mortadella (io la taglio a pezzetti) e, infine, la restante mozzarella. Ricoprite con le patate e spolverizzate con pangrattato. Mettete qualche fiocchetto di burro e infornate a 180° per 30 minuti.

lunedì 26 aprile 2010

TARTARE DI TONNO AGLI AGRUMI


Da fine aprile ai primi di giugno, nel mio mare, transitano i cosiddetti "tonni di corsa" pronti per la deposizione delle uova. Se vi riesce di procurarne un pezzetto vi consiglio, per gustarne appieno il sapore, di preparare una tartare.
Lavate ed asciugate accuratamente un pezzo di tonno di circa 300 grammi e mettetelo in freezer per almeno 2 ore.
Tritatelo a coltello e conditelo con una emulsione di olio, il succo di una arancia (o 2 mandarini), qualche goccia di salsa Worcester, sale e pepe.
Tritate anche mezza cipolla e qualche rametto di erba cipollina e uniteli al tonno.
Date la forma alla tartare usando 4 anelli di 8 cm. di diametro (oppure fate, a mano, delle polpette ovali), coprite con la pellicola e mettete in frigo per qualche ora e comunque sino al momento di servirla.
Sformatela nel piatto e guarnite con 2 fili di erba cipollina, uno spicchio di arancia o mandarino pelato al vivo e qualche goccia di crema di aceto balsamico.

domenica 25 aprile 2010

TORTA NEGRA



Questa torta al cacao non ha bisogno di alcun accompagnamento ma, se proprio volete esagerare, un ciuffo di panna non disturba.
(Usate come dosatore un bicchiere da 200 cc.)
2 bicchieri di zucchero
1 bicchiere d'acqua
150 gr. di burro
4 uova (separare tuorli da albumi)
2 bicchieri di farina
75 gr. di cacao amaro
1 bustina di lievito


Preparate uno sciroppo di zucchero mettendo a bollire l'acqua, lo zucchero e il burro. Lasciate intiepidire. Montate gli albuni a neve ben soda. Versate a filo lo sciroppo sugli albumi mescolando delicatamente fino a raffreddamento. Battere i tuorli ed incorporarli al composto. Aggiungete la farina setacciata con il lievito ed il cacao. Versate in una teglia da 24 cm imburrata ed infarinata e cuocete in forno già caldo a 160° per 50 minuti. Guarnire con una spolverata di zucchero a velo o una glassa al cioccolato. In questo caso ho usato una glassa e tre rose di cioccolato plastico spolverizzate di cacao.

PATATE AL FORNO


Si fa presto a dire patate al forno..queste non sono le solite patatine...sono molto... ma molto speciali, per quanto semplici e invero si fanno in un attimo.
Tagliate a pezzetti piuttosto piccoli un kg. di patate, sciacquatele ed asciugatele bene. Mettetele in un contenitore capiente e condite con 100 cc di olio, una manciata di pangrattato, una cucchiaiata di parmigiano grattugiato, due spicchi di aglio ed un rametto di fresco rosmarino tritati finemente, sale e pepe nero macinato al momento. Strofinate velocemente le patate, disponetele in una teglia e cuocete a 200° per 40 minuti mescolandole in cottura due o tre volte.

CARRÈ DI MAIALE IN CROSTA DI SALE






Ho preso un pezzo di carré (il tanto di 3 grosse braciole), ho lasciato attaccato tutto il grasso (questo è importante, altrimenti assorbirebbe troppo sale), l'ho bucherellato a fondo dapertutto con uno spiedino e l'ho strofinato con una miscela di sapa, olio, aglio tritato, cipolla e rosmarino. L'ho messo a riposare in frigo un'ora e poi l'ho messo in una teglia. L'ho ricoperto di sale grosso, bagnato bene il sale con il vino bianco e poi l'ho messo in forno, a 150° per un'ora e mezza precisa.
Togliere dal forno, spaccare la crosta di sale e ripulirlo ben bene prima di servire

venerdì 23 aprile 2010

MERINGATA AL LIMONE



Preparare una pasta frolla con 200 gr. di farina, 100 di burro, 50 di zucchero, scorza di un limone e 2 tuorli.
Raffreddare in frigo per almeno 30 minuti e poi stendere e ricoprire uno stampo per crostate diam 22 cm e cuocere in bianco per 20 minuti.

Crema al limone: far bollire per qualche minuto una scorza di limone in 200 cc di acqua. Aggiungere 125 grammi di zucchero e 50 grammi di succo di limone. Togliere la scorza del limone e, fuori dal fuoco, versare e mescolare bene 40 grammi tra maizena e farina. Rimettere a cuocere fin quando la crema si addensa. Togliere dal fuoco ed aggiungere un tuorlo e 20 grammi di burro.

Meringa all'italiana: Cominciare a montare 3 albumi (io ne ho usato 4 perchè a me piace moooolto la meringa) con 40 grammi di zucchero.
In un pentolino versare 160 grammi di zucchero con 40 grammi di acqua e far bollire per pochi minuti. Versarlo ora a filo sul resto delle meringhe e continuare a montare fino a raggiungere la giusta densità.

Assemblare la torta mettendo sulla base di frolla prima la crema calda al limone e poi, con calma, parte della meringa, livellandola senza premere troppo. Guarnire a piacere con il resto della meringa e fiammeggiare con il cannello.

Consiglio del mio amico chef GianMaria Le MurA : prova a mischiare un pochino di panna alla meringa e poi mi dirai...

giovedì 22 aprile 2010

ALICI E COZZE IN CROSTA DI PANE





Preparate un panetto con 300 gr. di farina, un pizzico di sale, 40 gr. di strutto e acqua fredda q.b.
Lasciatelo riposare per un'ora al fresco.
Diliscate 500 gr. di alici, fate aprire al vapore 1 kg di cozze. Fate cuocere in padella 500 gr di spinaci ben lavati. Aggiungete un filo d'olio, poco sale e uno spicchio d'aglio agli spinaci e fate insaporire ancora per un minuto. Dividete il panetto in 8 parti e foderate 8 stampini oliati. In ogni stampino mettete le alici, qualche cozza, un po' di pepe e sale, una grattugiata di zenzero, un filo d'olio e chiudete con gli spinaci. Infornate a 200° per circa 40 minuti.

mercoledì 21 aprile 2010

SARDINE COI CARCIOFI




Ancora è tempo di carciofi e dal pescivendolo si ricominciano a vedere le sardine grassottelle.
Pulite 6 carciofi, tagliateli a fettine sottili ed immergeteli nell'acqua acidulata col limone. Prendete 1 kg di sardine, evisceratele, diliscatele ed eliminate le teste. Ungete una pirofila e disponete uno strato di sardine, aglio e prezzemolo tritato, sale e pepe. Fate uno strato di fettine di carciofi, conditeli come le sardine e continuate fino a finire gli ingredienti(terminando disponendo le sardine con la pelle verso l'alto). Irrorate con l'olio e cuocete a 180° per un'ora circa.

martedì 20 aprile 2010

TORTA CON ZUCCA E AMARETTI


Ingredienti:
800 gr. di zucca gialla
160 gr. farina
160 gr. zucchero
180 gr. amaretti
20 gr. cacao amaro
50 gr. di burro fuso e freddo
2 uova
scorza gratt. di mezzo limone
1 bustina di lievito

Pulire la zucca e tagliarla a fettine. Disporla sulla leccarda del forno e farla cuocere per 30 minuti a 200°. Farla raffreddare e frullarla.
Tritare finemente gli amaretti.
Mecolare in una terrina tutti gli ingredienti, tranne gli albumi.
Montate a neve gli albumi e incorporateli al resto.
Versare in una tortiera (dia 22 cm) e cuocere a 180° per almeno 50 minuti.
Far raffreddare e spolverizzare con zucchero a velo.

mercoledì 14 aprile 2010

PANI CUM TAMATIGA -PANE CON POMODORO-


Se siete a dieta non preparatelo, perchè è scientificamente provato che è IMPOSSIBILE farlo e non mangiarlo. Sì, perchè questo è un "piatto", tipico della mia zona e pressochè sconosciuto nel resto della Sardegna, in cui ci va olio "a manetta" e diminuendone la quantità verrebbe tutta un'altra cosa. Il profumo (Odore mi sembrava inappropriato) in cottura fa svenire e io, che della bilancia, come è noto, mi scordo spesso e volentieri, quando ho dei pomodori degni di questo nome, lo preparo senza rimorsi.


4 kg di pomodori maturi
20 foglie di basilico
olio 300 cc.
4 spicchi d'aglio sbucciati e tagliati a filetti o pezzetti
sale
pepe nero

per la sfoglia
1kg farina
400 gr semola
20 gr. lievito di birra
600 gr. acqua tiepida (la pasta non dev’essere troppo morbida, deve venire come quella del civraxiu)
28-30 gr. di sale fino
200 cc. di olio buono

Impastare farina, acqua appena tiepida e lievito e far lievitare fino al doppio del volume. Sgonfiarlo e farlo lievitare altre 2 volte (sinceramente quando ho fretta lo faccio lievitare solo una volta).
All’ultima lievitazione incorporare (comprimendo il pane con le nocche) circa 200 cc di olio evo
Stendere la pasta su 2 teglie grandi di alluminio unte di olio, lasciandola sbordare. (poi si dovrà richiuderla)

Far rilievitare in teglia 30 minuti.

Stendere i pomodori a pezzetti, condire con l’olio, sale, pepe, basilico e aglio.
Tirare gli angoli della pasta verso il centro a coprire i pomodori. Irrorare la superficie con altro olio e pepe nero.
Infornare a 250° per circa un’ora.

TORTA SALATA DI VERDURE E PANE

Rosolare in olio, aglio e peperoncino delle fette di pane raffermo. Lessare 1 kg di verdure (possibilmente selvatiche)e tagliare a fette 4 pomodori ed 1 scamorza. Friggere una melanzana a fette.
Preparare una besciamella facendo sciogliere in un tegame un pezzetto di burro, 2 cucchiai di farina e versarvi 250 cc di latte. Sempre mescolando portare alla densità desiderata aggiungendo anche il sale, il pepe ed pochino di noce moscata.
In una pirofila imburrata e cosparsa di pangrattato disporre nel fondo e nei bordi le fette di pane rosolate, disporvi sopra metà delle fette di melanzana. Versare il ripieno composto da verdure, formaggio, i pomodori e la besciamella. Chiudere con le altre fette di melanzane e cospargere di formaggio gratt.
Infornare a 200° per 45 minuti.

martedì 13 aprile 2010

CARDINALI




Trovo questo dolcino fantastico, sia per il gusto che per l'estetica.
Ricordo che, diversi anni fa, la mia amica Marcela, mi disse che in Argentina si chiamano princesas "principesse".


Ingredienti:

4 uova
350 gr. di zucchero
400 gr. di farina
2 tazzine di olio
2 tazzine di latte
la buccia grattugiata di 1 arancia (o limone)
1 bustina di lievito
Alchermes.



Lavorate i tuorli con lo zucchero
Incorporate la farina, l'olio, il latte, metà della scorza grattugiata, e il lievito. Lavorate a lungo con le fruste.
Montate a neve gli albumi e uniteli con delicatezza all'impasto.
Versate dentro i pirottini di carta e riempiteli a metà.
Infornateli ora a 170° per circa 15 minuti.

Adesso viene la parte più interessante: intanto che cuociono si prepara una crema lavorando 4 tuorli con 4 cucchiai di zucchero e 2 di farina.
Unite, poco alla volta (per non far formare grumi) 1/2 litro di latte e profumate con la restante scorza di arancia. Mettete sul fornello e fate cuocere fino a quando "scrive".
Spegnete e lasciate raffreddare.
Ora i cardinali dovrebbero essere pronti. Sfornate e, appena raffreddati, asportate la calotta con un po' di "polpa".
Riempiteli con la crema.
Prendete la calottina e intingetela,dalla parte della “polpa” nell'alchermes.
Appoggiatela, dalla parte non imbibita, sulla crema, così da far venire una punta.

CALAMARI RIPIENI


Coi piselli: Soffriggi 300 grammi di piselli con olio e pochissima cipolla tritata e aggiungi i tentacoli tagliati a pezzetti piccolissimi. Poi aggiungi una manciata di prezzemolo tritato. Metti 150 grammi di mollica di pane a mollo nel latte, strizzala e mischiala ai piselli. POi unisci 2 uova leggermente sbattute, uno spicchio di aglio tritato, una cucchiaiata di pecorino grattugiato, pepe e sale. Riempi con una sac à poche i calamari, chiudili con uno stuzzicadenti e falli rosolare con olio. Portarli a cottura, circa 20 minuti, con vino bianco , 2 pomodorini pelati, e, se necessario, un goccino d'acqua. Servirli a fette conditi con il loro sughetto fatto eventualmente un po' restringere.

lunedì 12 aprile 2010

CIOCCOLATINI BANANA PISTACCHIO





Adoro lavorare il cioccolato ed amo i cioccolatini. Era da tempo che pensavo al ripieno alla banana. In vacanza avevo trovato le fiale per il liquore e l'ho preparato. Quindi ho messo "in ammollo" nella panna da usare per la ganache alcune fette di banana disidratata (se avessi usato la banana fresca i cioccolatini sarebbero dovuti essere consumati al massimo in due giorni, così durano anche un mese), le ho poi tolte e ben schiacciate, fatto una ganache con cioccolato bianco e vi ho aggiunto le banane e un goccio di liquore alla banana. Altra ganache con cioccolato bianco e pasta di pistacchio. Per riempire ho usato la mia caccavella americana che è portentosa.

Ho temperato il cioccolato fondente a 32° e fatto il guscio nelle formine. Messo in frigo a solidificare, riempito di ganache ed infine "tappati" con altro cioccolato temperato. Niente di più semplice

PANE DI SEMOLA -COCCOI-


Dal 1948, l’Italia è divisa in due: da Roma in giù, (Sardegna compresa)si coltiva grano duro per pasta e da Roma in su grano tenero per il pane.
La nostra tradizione prevede, da sempre, l’utilizzo del grano duro anche per il pane ed è appunto con la semola di grano duro che si fanno anche “Is coccois” (singolare: su coccòi).
Il pane coccòi è uno dei pani più significativi delle tradizioni della mia isola: non manca mai nelle feste più importanti e nelle cerimonie. Sua caratteristica peculiare è la crosta croccante e di colore lievemente dorato, la mollica assai compatta e bianca. Per ottenere questo risultato la pasta deve essere lavorata lungamente fino ad avere un impasto liscio ma non molto elastico per cui l'idratazione va, a seconda della semola utilizzata, dal 40 al 50%. La temperatura del forno,180°, deve consentire al pane di "aprirsi e gonfiarsi" là dove sono stati praticati i tagli ma non deve in alcun modo colorire la crosta.
Per 5 kg di semola di grano duro occorrono 2,5 lt di acqua, 100 gr. di sale e il lievito madre rinfrescato con 1 kg di fior di farina (si può sostituire con farina 00) e 500 gr. di acqua

12 ore prima di impastare rinfrescate il lievito.
Poi scioglietelo con metà dell’acqua che userete per impastare.
Aggiungete la semola, sciogliete nella restante acqua il sale e impastate per 20-30 minuti.
Tagliatene un pezzo e appiattitelo
Ripiegatelo
Praticate dei tagli, decoratelo con la rotellina dentata
Ora ribaltate is coccois e fateli lievitare . con 25-26° di temperatura ambiente bastano 2 ore.
Infornare a 180° per 50-60 minuti.

Se il LM è forte, basta un etto rinfrescato come detto sopra. Funziona così: il cubetto del lievito di birra agisce subito perchè è composto da un solo microorganismo ma ce ne sono 1.000.000.000.
Il lievito madre è composto da diversi microorganismi ma sono in quantità assai inferiore rispetto al lievito di birra quindi il concetto è che bisogna "moltiplicare" i microorganismi alimentandoli con la farina e dandogli il tempo di riprodursi.

SA COCCOI CUM TOMATA FRISCA-FOCACCINE DI ZUCCA


Coccòi, a seconda della zona, ha diversi significati. ..Qui si può tradurre con focaccia con pomodori freschi.
Questo è un piatto tipico dell'Ogliastra che mi ha molto, piacevolmente, sorpreso poichè ignoravo l'utilizzo della zucca gialla nella nostra cucina.

Delizioso e d'effetto.

Ingredienti:

1 Kg di zucca gialla
1 Kg di pomodori maturi
2 cipolle
basilico tritato
olio
sale
farina 00
foglie di vite o zucca

Tagliare a pezzetti e finemente la zucca, unirla ai pomodori sbucciati, tagliati a pezzetti e privati dei semi. Aggiungere la cipolla tritata, il basilico, sale, olio. Farina quanto basta ad ottenere un impasto simile, in consistenza, a quello per le frittelle.
Stendere l’ impasto sulle foglie di vite o di zucca (lavate ed asciugate) nello spessore di un centimetro e mezzo (ovviamente usate il metro per verificarne l'altezza ). Infornare in forno caldo 200° e controllare la cottura (+ o - 50 minuti).
Le foglie sono commestibili.

Se poi avete voglia di mangiare la pasta di pane con tanto pomodoro fresco, potete cimentarvi con QUESTA RICETTA

SPIGOLA O ORATA ALLA BOTTARGA

Sfilettare una spigola o una orata e adagiarla, dalla parte della pelle, su una teglia d’alluminio.
Condire con sale, pepe bianco, olio. Disporvi sopra delle patate tagliate sottilmente, con l'apposito attrezzo, a grata, condire ancora con sale, pepe e olio e infornare a 210° per 10 minuti.
Toglierla dalla teglia (noterete che la pelle resterà attaccata alla teglia e il filetto del pesce sarà bello umido) e accompagnarla con una concassé di pomodori, bottarga grattugiata e olio.

ZUPPA GALLURESE



Premesso che per fare questa zuppa ci vorrebbe del pane apposito e che originariamente era preparata soltanto col brodo di manzo e formaggio vaccino, la versione che più mi aggrada è questa:

Preparate un brodo con 2 kg di carne di pecora, 1 mazzo di prezzemolo, 1 cipolla, 2 gambi di sedano, 4 pomodori secchi o 1 cucchiaio d concentrato di pomodoro ed un po' di sale.
Per la zuppa: 1 kg di formaggio vaccino (provola, caciocavallo o simile); 500 gr. di formaggio pecorino grattugiato, 1 kg di spianata sarda, 1/2 mazzo di prezzemolo tritato, pepe nero. Se vi piace anche un pizzico di cannella.
Filtrate 2 litri di brodo e tenetelo da parte. (Intanto potete mangiare la carne, che non serve per il piatto da preparare)

Affettate sottilmente la provola e tritate il prezzemolo, sfogliate la spianata e tagliate a pezzettoni(circa 15 cm). In un tegame antiaderente (dia 38-40 cm)unto con poco strutto, disponete un primo strato di pane con la parte ruvida (quella interna) rivolta verso l'alto, avendo cura di lasciare al centro del tegame un buco di circa 3 cm di diametro. Adagiare sul pane le fettine sottili di formaggio e spolverizzare abbondantemente con il pecorino misto a prezzemolo tritato e pepe. Formate così almeno 5-6 strati di pane e formaggi, ricordandovi di lasciare sempre il foro al centro.
Tre quarti d'ora prima di servirla versare, nel famoso buco, il brodo di pecora caldo, irrorando, alla fine, anche la superficie della zuppa. Incoperchiare e cuocere a fiamma bassa per 30 minuti, o comunque fino all'assorbimento del brodo e far riposare dieci minuti prima di servire in tavola.

domenica 11 aprile 2010

CROCCANTE DI CECI

Un gattò abbastanza particolare per la presenza dei ceci e della sapa.

Ingredienti:

200 gr. di ceci secchi
800 cc. di sapa
scorza grattugiata di 2 arance
semola
3 foglie di alloro.
Olio di mandorla o di semi per ungere
Foglie di limone.

Ammollate i ceci in acqua fredda per una notte. Lessateli in acqua e alloro e cuoceteli per 2 ore. In un tegame largo mette la sapa, fatela bollire e versate i ceci ben scolati e la scorza d’arancia a filetti. Versate, mescolando in continuazione, la semola fino a rendere il composto “sostenuto” e cuocete per altre 2 ore a fuoco dolce, rimestando spesso. Rovesciate il croccante su un piano inumidito con olio di mandorla o di semi, spianatelo e quando è ancora tiepido tagliatelo a rombi. Fatelo raffreddare e disponetele su foglie di limone.

GATTÒ


“Gattò” è chiaramente un francesismo (gateau) ed è un croccante di mandorle tostate tagliate a filetti o a pezzetti. In passato si realizzavano diverse forme decorate minuziosamente, cestini, case, torri e nuraghi e, in questa foggia, veniva utilizzato come torta nuziale

Ingredienti:

500 gr. di mandorle pelate, tostate e tagliate a filetti o pezzetti
scorza grattugiata di 2 limoni
600 gr. di zucchero
2 cucchiai d' olio d'oliva x ungere
foglie di limone

Far sciogliere lo zucchero a fuoco basso in un tegame capiente, senza mescolarlo. Quando assume il color caramello versare le mandorle e rimescolare delicatamente. Versare il composto su un piano di marmo unto con l’olio e livellare con una spatola.
Prima che sia completamente freddo tagliare a rombi (a piacere guarnire con palline di zucchero colorate) e adagiare ogni rombo su una foglia di limone.

sabato 27 marzo 2010

BOCCONCINI DI VITELLO IN NIDO DI PATATE


Bocconcini di vitello 600 grammi, 1 bicchiere di vino bianco, un po' di olio evo, qualche mestolo di brodo, 1 bustina di zafferano di san Gavino, rosmarino, 2 spicchi d'aglio, farina, sale, pepe e prezzemolo.
Trita molto finemente l'aglio ed il rosmarino, mettili nella farina e rotolaci i bocconcini di vitello. Fai scaldare l'olio e rosola i bocconcini. Versa il vino e fai sfumare. Sciogli lo zafferano nel brodo e versalo nel tegame. Salare e pepare. Fai cuocere per 15 minuti. Spegni e spolverizza col prezzemolo.
I nidi sono fatti con patate a puré (x 1 kg di patate metti 3 tuorli, 2 cucchiai di parmigiano e 40 gr di burro, sale e pepe.) Con la sac à poche fai i nidi e passa in forno fino a doratura. Metti dentro alcuni bocconcini, un pochino del sughetto e guarnisci il piatto con dei porcini saltati in padella con olio aglio prezzemolo sale e pepe.