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lunedì 31 marzo 2014

POLLO RIPIENO



Non sono una amante del pollo ma ogni tanto lo cucino perchè sono ligia al fatto che bisogna variare alimentazione e in questo caso, ho cercato di renderlo un po' più appetibile del solito. Preso quindi un pollo da kg 1.5 e disossato mantenendolo intero, tolto quindi solo la carcasse e gli ossi della parte alta delle cosce. Ho pulito quindi 3 carciofi, usando anche le cime, tagliati a fettine e fatti rosolare in padella con olio e aglio e portati a cottura. Messo ad ammollare in una ciotola con latte 4 fette di pancarrè ed un pacchetto di cracker (solo perchè erano dei rimasugli, diversamente avrei usato mollica di pane), strizzato bene e aggiunto 3 uova sbattute, prezzemolo, sale, pepe, 150 g. di scamorza affumicata tagliata in piccolissimi pezzi e infine i carciofi. Riempito il pollo con questo ripieno e cucito con filo adatto alla cottura. Ho strofinato l'esterno del pollo con poco sale e pepe e cotto in forno a 170° per circa un'ora e mezza e comunque fino a doratura completa. Tagliato a fette e servito con una teglia di ortaggi ma ci sta benissimo anche un fresca insalata verde.

martedì 28 gennaio 2014

FOCACCIA DI RECCO



Anni e anni senza fare un salto a Recco, nessun viaggio in programma nell'immediato e tanta voglia di mangiare la mitica focaccia. Fortuna che alcuni giorni fa mi hanno regalato qualche litro di latte crudo e, con pochissimo caglio, ho preparato la "prescinseua" il formaggio originale per la preparazione della succitata focaccia (mi risulta che ora usino anche crescenza o stracchino). Dopo di che ho impastato un chilo di farina manitoba con 1/2 litro di acqua e 150 ml di olio. NO sale e NO lievito e NON pensate di farla con la farina debole perchè non riuscireste a tirarla ed estenderla come dovrebbe. Lavorato ben bene, formato 8 palline e lasciate a riposare ricoperte di pellicola per almeno due ore. Ho poi spolverizzato con un filo di farina la spianatoia e col mattarello ho cominciato a stendere una pallina pasta. Poi l'ho presa delicatamente con le mani ed ho cominciato ad estenderla. Si allunga che è una bellezza. L'ho resa sottile e trasparente e stesa su una teglia unta d'olio. Ho disposto sopra dei mucchietti di prescinseua e con una sfoglia ancor più sottile ho ricoperto il tutto. Con il dito ho fatto dei buchini sulla pasta per favorire l'uscita del vapore e ho tagliato l'eccedenza di pasta della circonferenza poggiando il mattarello sul bordo della teglia, un giro d'olio ed infornato alla massima temperatura (nel mio forno 270°) fino a doratura. Una volta tolta dal forno una spolveratina di sale al rosmarino e via....

lunedì 27 gennaio 2014

SCORZE DI AGRUMI CANDITE



Procuratevi delle belle arance, limoni, pomeli, insomma quello che vi piace e sbucciateli per bene incidendo il frutto longitudinalmente. Mettete le scorze in acqua fredda per alcuni giorni, cambiando l'acqua almeno una volta al dì. Dopo di che, in una pentola piena d'acqua, versate le scorze e fatele bollire per cinque minuti. Sgocciolatele e pesatele. Calcolate 100 g. di zucchero e 75 g. di acqua per ogni etto di scorze e versate zucchero ed acqua in un tegame dal fondo largo. Portate a bollore e mettete le scorze, facendole cuocere per almeno 45 minuti, rimestando delicatamente. Spegnete il fornello e fate riposare per 24 ore. Riaccendete il gas e fatele cuocere per pochi minuti. Riposo per 24 h. Ripetete l'operazione per 4-5 giorni. Con la pinze prendete ora le scorze e mettetele a sgocciolare su una gratella o su un foglio di carta forno. Conservare in una scatola di latta o intingere nel cioccolato fuso.
 

domenica 12 gennaio 2014

G R A Z I E




La felicità non è un'invenzione. Esiste ed è la sensazione che proviamo in questo momento comunicandovi che grazie al vostro grande cuore, alla vostra generosità, la cifra che abbiamo raccolto per dare una mano a risolvere alcune problematiche create dall'alluvione è di € 9122.85 Siamo partite dal desiderio di fare "quintalate di biscotti" e venderli. Per Uras. Via via che il tempo passava, i tesori che incontravamo per strada erano così preziosi che non restava altro da fare che coglierli, come fossero fiori. Persone, dolci, cose, adesioni. Tenuti insieme con un nastro d'affetto che, poi, è la Pasticceria. Ci abbiamo messo tutto il nostro impegno. Tempo. Dedizione. Pazienza. Ma senza tutti voi, ciascuno di voi, oggi non saremmo qui a dirvi grazie. Uno per uno.
 Lolli, Mariantonietta, Ornella e Pinella 

sabato 7 dicembre 2013

GIORNATA DELLA PASTICCERIA SOLIDALE - CAGLIARI -




Giornata dedicata a chi ama come noi la pasticceria in tutte le sue forme, ma soprattutto dedicata a chi ama la solidarietà poichè il ricavato di questa giornata sarà devoluto ad alcune famiglie sfortunate che hanno perso tutto a seguito dell'alluvione che ha duramente colpito la  nostra Isola. Protagonisti voi con la vostra sensibilità e il vostro cuore. Noi cercheremo di fare del nostro meglio, con l'impagabile sostegno di tante persone generose e organizzeremo laboratori di pasticceria, aste di libri e piccole attrezzature, vendita di dolci e...oggi finalmente il nostro evento può ufficialmente partire.

Dopo aver valutato attentamente e aver avuto la fortunata possibilità di scegliere tra  location di prestigio messeci generosamente a disposizione, per motivi organizzativi ci siamo indirizzati verso villa San Lorenzo, in via Tiepolo a Cagliari, nelle cui magnifiche sale si celebrano indimenticabili feste di nozze ed eventi, e che potete vedere anticipatamente qui 
www.villasanlorenzo.it

 In queste sale, allestite con la distinguibile classe dalla stessa signora Ornella Ticca che ha sposato entusiasticamente la nostra iniziativa a sostegno dei nostri conterranei, si svolgerà il
4 gennaio dalle ore 9 alle ore 18 la giornata della pasticceria solidale.

h. 9.00  -  18.00 Ingresso alla manifestazione, gratuito e aperto a tutti.

Durante tutta la manifestazione si terranno dei piccoli laboratori gratuiti e aperti al pubblico e sarà inoltre possibile degustare frollini, cioccolatini, macaron, crepe, gaufre ecc… 
i piccoli laboratori saranno tenuti da:
Manuela Mattana “Basi della pasticceria salutistica”, Teresina Puddu “Dolci antichi della tradizione sarda-pabassìnas antigas”, Carla Sanna “Gaufre, pancake e dolci classici della tradizione di altri paesi” e altri in corso di studio.

h. 9.30-14.30 Laboratorio di pasticceria, con contributo di € 20, che tratterà della pasticceria artistica sarda con Anna Maria Sarritzu; la riproduzione di soggetti in pasta di zucchero con Cécile Crabot; Silvana Colosio e Marta Invernizzi si cimenteranno con un lievitato dolce a intreccio; Emiliana Ghironi ci insegna le tecniche di decorazione a cornetto e Daniela Lenzu ci mostrerà come realizzare una cialda di zucchero colorata. Su prenotazione via email.

h.14.30-15.30 piccolo break salato – offerto dal maestro Leonildo Contis- Pasticceria artigianale Contis- Sanluri
www.contis.it

h. 15.30 Battitura d’asta operata dal dottor Notaio Ercole Bartoli, dove potremo aggiudicarci, per esempio, articoli da pasticceria, la giacca o il libro del maestro Santin, i libri dei celeberrimi Gianluca Aresu, Gianluca Fusto, Luigi Pomata, ecc. Tanti altri libri offerti generosamente da Carla Icardi Italian Gourmet, i dolci artigianali di bravissimi maestri pasticceri come Denis Dianin e molti altri che si sono messi gentilmente a disposizione.

Entro il due gennaio renderemo pubblico l’elenco delle aziende e degli chef che contribuiscono fattivamente all’iniziativa.

Raccogliamo adesioni fino al 24 dicembre ed entro il 2 gennaio tutti i prodotti dovranno essere recapitati, confezionati in sacchetti con nome e cognome, nome del prodotto e relativi ingredienti, ricetta e prezzo di base, previo contatto email o FB, alle organizzatrici.

Sono graditi: dolci da credenza, biscotteria da colazione e da tè, dolci delle feste, attrezzi di pasticceria, libri, gadget e abbigliamento (divise, giacche, grembiuli, cappelli…)
  • Si può contribuire anche tramite bonifico intestato alla FONDAZIONE PER L'ARTE BARTOLI FELTER O.N.L.U.S, Cagliari viale Trieste n. 57, IBAN IT68I0305904828625014054196 con causale “giornata della pasticceria solidale” e tutto il ricavato verrà girato al sindaco di Uras, uno dei paesi più colpiti dall’alluvione, Rag. Gerardo Casciu con il quale provvederemo ad indirizzarli alle famiglie .

    Non scordiamo l’impegno della dottoressa Ludovica Locci Felter

    < "FONDAZIONE PER L'ARTE BARTOLI FELTER O.N.L.U.S."
    (Organizzazione non lucrativa di attività sociale)
    che nasce nel 2002 dalla passione per l'arte di due professionisti, il Dottor Ercole Bartoli e la D.ssa Marialodovica Felter.
    Persegue il fine della solidarietà sociale diretta ad arrecare benefici a persone svantaggiate in ragione delle loro condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari
    in tutto il territorio della Regione Autonoma della Sardegna.
    Per il raggiungimento di tali scopi la fondazione si attiva nel settore della formazione e promozione della cultura, dell'arte e la sua valorizzazione, nel settore della beneficienza mediante la raccolta di fondi destinati alle attività sociali e umanitarie.
    La sede è in Cagliari viale Trieste n. 57
    Codice Fiscale = 92149960921
    E mail: fondartbartolifelter@tiscali.it
    Sito internet: www.fondazionebartolifelter.it
    Codice Iban: IT68I0305904828625014054196 >
    senza il cui sostegno e volontà questo sogno di solidarietà non avrebbe potuto realizzarsi.
    E GRAZIE A TUTTI VOI.


    Per qualsiasi informazione sulla partecipazione e lo svolgimento, rivolgersi alle organizzatrici:
    mariantonietta.andante@gmail.com
    http://lacuocabiondatrafornelliebaraonda.blogspot.it/
    p.orgiana@gmail.com
    http://www.idolcidipinella.blogspot.it/

martedì 26 novembre 2013

Quando la pasticceria, la cucina, è solidale.

Oggi nessuna ricetta. Sono qui a parlarvi dell'iniziativa che insieme a tante altre persone generose, vorremmo realizzare: una giornata della pasticceria. Una giornata un po' speciale, dedicata a chi ama la pasticceria ma soprattutto a chi ama la solidarietà. Sì, perchè il ricavato di questa giornata, che ci vedrà impegnati nella realizzazione di biscotti, bavaresi, torte e quant'altro, saranno devoluti ai  miei conterranei più sfortunati, quelli che hanno perso tutto a seguito dell'alluvione. Faccio mie le parole della mia amica e co-ideatrice dell'iniziativa Pinella Orgiana dal suo seguitissimo blog che non ha bisogno di presentazioni
Se.......
L'acqua ha invaso la mia Terra.
Con furia. Con una violenza sorda ad ogni tipo di supplica.
Ha spazzato persone, animali, cose. E ci ha lasciato mai più uguali a noi stessi.

Ci sono donne che non hanno più mariti nè figli. Uomini che non hanno più mogli nè figli. Sorelle e fratelli che non hanno più genitori nè nipoti, amici e conoscenti.
E in tutto questo dolore hanno ancora i piedi immersi nella terra fangosa. Le mani impegnate a ristabilire l'ordine perso in una manciata di ore.

Non possono riposare nei loro letti . Perché non li hanno più.
Non possono mangiare ai loro tavoli perché non ci sono più.
Non possono asciugarsi i visi e gli occhi perché i loro fazzoletti non ci sono più.
Non ci sono più cassetti, armadi, comodini, tende, posate,bicchieri.
Hanno perso tutto.

Se....se....io non fossi qui, al caldo della mia cucina a fare uno dei miei dolci preferiti.
Se...se..io non abitassi ad un piano rialzato da terra.
Se il tetto della mia casa non fosse cosi in grado di stringersi nelle spalle e sopportare il peso della furia.
Se la mia casa fosse stata adagiata su una di queste zone colpite.

Se io avessi perso gli affetti che inondano tutta la mia vita.

Se l'acqua e il fango avessero spazzato via i miei mobili, il mio pettine, la mia radio, i miei libri di cucina, i miei stampi, le mie sedie, i miei divani, le mie fotografie, i miei appunti.
Se l'acqua mi avesse tolto la forza di sorridere durante le giornate.
Se mi avesse prosciugato gli occhi e annullato le speranze.
Se...se....cosa mai sarebbe stato della mia vita? "
 
 
 Ora questa idea è in evoluzione, siamo in attesa di qualcuno che ci dia una mano mettendoci a disposizione un locale nel quale poter realizzare la nostra iniziativa di cui daremo ampiamente diffusione e della quale tutti i partecipanti saranno protagonisti. Ringrazio intanto gli amici che ci hanno già offerto il loro appoggio, dalle amiche dei fornelli parlanti, a Daniela, Marta, ai grandi pasticcieri Leonildo Contis e Denis Dianin e molti altri ancora. Vi ringrazierò personalmente uno per uno. Siete delle grandi persone.

martedì 15 ottobre 2013

ZUPPA DI PESCE SOTTOVUOTO




L'altro giorno, complice una trasmissione con Luca Montersino che mi ha riportato alla mente un'esperienza sulla cottura sottovuoto e a basse temperature che avevo fatto con Roberto Petza, ho cucinato una zuppa di pesce e, giuro, non ne avevo mai mangiate di così buone. Come mai visto che: il pesce è il solito, freschissimo, appena pescato; la mano in cucina è sempre la stessa, la mia; dosi e condimenti come sempre. Il segreto sta nella cottura, uno di quei nuovi metodi ai quali guardiamo con un po' di diffidenza ma che a volte si rivelano capaci di sorprenderci. In bene, intendo! Quindi procedo con ordine.
Dopo aver diliscato e pulito bene i vari tipi di pesce, oltre ad una seppia, un calamaro, qualche gambero e delle cozze, l'ho sfilettato e tagliato a pezzi regolari (di circa 7 cm), come mi ha insegnato il mio amico caro Achille Pinna. Ho tagliato a misura anche la seppia ed il calamaro,  sgusciato i gamberi,messo tutto in una terrina e condito con sale, peperoncino, timo, aglio, pochissima scorza di limone, pomodoro secco a pezzetti e un giro d'olio. Intanto che si insaporiva ho preparato un fumetto con tutte le teste e lische, facendole prima rosolare in olio ben caldo, aggiunto poi un pochino d'acqua e fatto cuocere.  Filtrato poi ben bene. Poi mi sono munita di 4 vasetti grandi ad anfora della Bormioli ed ho riempito per tre quarti con i filetti di pesce, i pezzi di calamaro e seppie, qualche cozza ed un cucchiaino di concentrato di pomodoro. Ho versato un mestolo di fumetto, badando a non riempire il vaso, ed ho chiuso col tappo quattrostagioni. A questo punto ho inserito nel tappo la valvola che è in dotazione alla mia macchinetta del sottovuoto, ho aspirato e, a mio rischio e pericolo visto che NON la danno per la cottura, messo a cuocere in microonde. Centocinquanta secondi esatti alla massima potenza e poi spengo e lascia il vasetto a riposare per altri 5 minuti. Servito direttamente nel vasetto con crostini di pane abbrustolito.Tutto il piatto viene esaltato dal tipo di preparazione che essendo sottovuoto fa sì che l'ebollizione non avvenga a 100° ma a 75° preservando in questo modo, vitamine, consistenze ed esaltando profumi e sapori. Inoltre, supponiamo che aspettiate degli amici per la cena del sabato ma il vostro pescatore di fiducia vi dia il pesce al lunedì? Preparare tutto nei vasi, sottovuotare e mettere in frigo, pronto per il microonde vi pare una cosa poco comoda? ;) Siete scettici? Allora dovete proprio provare. Ovviamente meglio con una macchina sottovuoto a campana o con l'accessorio adatto per la vasocottura. Buon divertimento.
Ah...nel frattempo ho scritto anche alla ditta della mia macchina per chiedere che facciano le valvole adatte alla cottura, altrimenti noi blogger appassionati di cucina e novità, ci ribelliamo.

TORTA AL CACAO * I feel pink *


 
 
 
Eccola qua la mia mitica torta negra, buonissima anche in solitarie, figuriamoci ripiena di una crema che ricorda il gusto dei famosi cioccolatini rocher.
 
Ecco ingredienti e procedimento per una torta da 24/26 cm di diametro:
 
Una dose di torta negra
(Usate come dosatore un bicchiere da 200 cc.)
2 bicchieri di zucchero
1 bicchiere d'acqua
150 gr. di burro
4 uova (separare tuorli da albumi)
2 bicchieri di farina
75 gr. di cacao amaro
1 bustina di lievito


Preparate uno sciroppo di zucchero mettendo a bollire l'acqua, lo zucchero e il burro. Lasciate intiepidire. Montate gli albuni a neve ben soda. Versate a filo lo sciroppo sugli albumi mescolando delicatamente fino a raffreddamento. Battere i tuorli ed incorporarli al composto. Aggiungete la farina setacciata con il lievito ed il cacao. Versate in una teglia da 24 cm imburrata ed infarinata e cuocete in forno già caldo a 160° per 50 minuti.

Va farcita mescolando 300 grammi di crema alla nocciola (fatta in casa o nutella, rigoni o la marca che più vi piace) aggiunta delicatamente a 200 g. di panna fresca montata, 100 g. di wafer alla vaniglia sbriciolati finemente e 100 g. di nocciole anch’esse tritate fini o, in sostituzione, 50 g. di pura pasta di nocciola.

Bagna fatta sciogliendo sul gas 140 g di zucchero con 200 g. di acqua e quando fredda aromatizzata con un bicchierino di curacao.

GLASSA lucida con: acqua 150 g, panna 150 g, zucchero 210 g, i semini di una bacca di vaniglia, cacao amaro 70 g., colla di pesce 8 g.
Acqua, panna, zucchero e cacao e vaniglia in un pentolino e far bollire portando a 104°. Far raffreddare fino ad una temperatura di 50°. Unire la colla di pesce strizzata, prima ammollata in acqua fredda. Temperatura di utilizzo 40°.

A questo punto tagliate in due la torta, mettete la parte meno liscia sul fondo di un anello posato su un vassoio, spennellate di bagna e mettete tutta la crema, livellandola delicatamente. Imbibite anche l'altro cerchio di torta e posatelo sulla crema, lasciando la parte più liscia della torta verso l'alto. Questo è importante perchè sopra, poi, ci andrà la glassa. Mettete in abbattitore o in frezeer almeno per una notte. Intanto preparate la glassa e le decorazioni. Qualche ora prima dell'utilizzo togliete la torta dal freezer, estraetela dall'anello, poggiatela su una griglia a sua volta adagiata stabilmente su una teglia e glassatela versandoci sopra la glassa a 40°. Pronta!!!

 

Per renderla più bella ho usato dei macaron che mi erano avanzati, ergo quando ne fate, fatene sempre in più e conservateli in una scatola di latta, durano un sacco di tempo.
Nello specifico io ho usato una ricetta del mitico BLACK, Maurizio Santin, vi metto le dosi: 125 g. di farina di mandorle, 225 g. di zucchero avelo, 120 g. di albumi vecchi di almeno un giorno, 60 g. di zucchero semola to. Vi rimando al blog della mia amicissima Pinella che ve li spiega in maniera dettagliata. Inoltre ho preparato una griglietta di cioccolato temperato e steso su acetato e un pochino di foglia oro.

 
 

mercoledì 19 giugno 2013

CARNE IN GELATINA


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



Come scrissi anni fa nella mia presentazione, ho sempre amato la carne Simmenthal e finalmente ho trovato un modo di farla in casa che mi ha veramente soddisfatto in quanto è risultata ottima, aromatica e leggera. Ne scrivo subito altrimenti corro il rischio di dimenticare qualche passaggio determinante.

Ingredienti abbastanza semplici: 1 kg. di muscolo di manzo ( nel mio caso ho usato dell’ottimo bue rosso di Bonarcado, nato e cresciuto allo stato brado nella zona del Montiferru e presidio Slow food), 25 g di colla di pesce oppure 4 g di agar agar, 150 di marsala demisec, 30 g. di miele, 2 carote, 1 gambo di sedano, 1 cipolla, prezzemolo, 5  bacche di ginepro, 1 chiodo di garofano, 5 bacche di pepe nero, la scorza di mezzo limone, acqua e sale q.b.

 

In acqua bollente salata immergere tutti gli ortaggi e gli aromi (escluso la scorza di limone), la carne e far sobbollire per un’ora. Togliere la carta, asciugarla e tagliarla a fette sottili. In una padella calda farla dorare con il miele e sfumare col marsala, fino a suo completo assorbimento. Disporre la carne nei vasetti sterilizzati, filtrare il brodo rimasto, farlo ribollire aggiungendo la scorza di limone e far sciogliere perbene al suo interno la colla di gelatina ammollata. Versare bollente nei barattoli fino a coprire tutta la carne. Tappare bene e aspettare che si crei il vuoto. Io la tengo in frigo per due ragioni: la prima per sicurezza e la seconda per consentire alla gelatina di solidificarsi. Ottimo pasto per giornate estive torride, accompagnato da una fresca insalata di pomodori e patate lesse e terra di olive nere.

sabato 15 giugno 2013

MACARON SALATI




Macaron salati o, come direbbero i francesi "macarons salés".
Da un po' di tempo pensavo a come fare per rendere appena meno dolci i macaron al fine di utilizzarli per aperitivo e rovistando qua e là e chiedendo a chi ne sa sono arrivata alla conclusione che l'unico sistema era quello di cambiare farina, usarne una meno dolce. Sulla meringa non ho voluto diminuire la quantità di zucchero per mantenere la struttura quindi ho usato delle arachidi salate, ben strofinate per togliere l'eccesso di sale e passate nel macinacaffè in maniera tale da ottenere una bella farina fine. La procedura è la stessa dei macaron dolci che ho rifatto ultimamente con la mia amica Pinella che è LA MAESTRA dei macaron "I dolci di Pinella" e che trascrivo qui sotto insieme agli ingredienti. Ovviamente a chi non tollera l'abbinamento del dolciastro col salato non li consiglio in quanto il dolce si percepisce. Ovviamente molto fa l'azzeccare la farcitura che può essere la più disparata. Io ho optato per un ripieno a base di formaggio caprino e... vabbè ora passo agli ingredienti:


110 g albumi, vecchi di due o tre giorni, divisi in due ciotole

15 g zucchero semolato

150 g zucchero semolato 50 acqua per lo sciroppo

150 g zucchero a velo

150 farina di arichidi salate

Colorante

Farcitura formaggio caprino, pizzico di curcuma, erba cipollina, patè di olive nere home made con peperoncino, origano di Sicilia e olio.

Asciuga bene la farina di arachidi mettendola 10 minuti in forno a 150°.

Fai raffreddare e passala nel macinacaffè con lo zucchero a velo. Setaccia.

Prepara la meringa italiana facendo schiumare 55 g. di albumi e 15 g. di zucchero. Aggiungi lo sciroppo portato a 110° e versalo a filo. Monta a bec d’oiseau. Aggiungi i restanti 55 g. di albume con il colorante alimentare desiderato e amalgama bene con la frusta. Con la frusta a K o a mano incorpora il TPT di farina e zucchero a velo. Mescola fino ad avere un composto sostenuto ma leggermente colante. Metti in sac à poche e forma delle cupolette  con beccuccio da 8 su foglio di carta bi siliconata. Dai dei colpetti delicati nel fondo della teglia per far assestare i macaron e lasciali riposare per una mezzora. Inforna a 145° per 13-14 minuti.

Riduci a crema il caprino e condiscilo con la curcuma e l’erba cipollina fresca tritata. Metti in sac à poche e fai una corona nel bordo di un guscio (en français COQUE). Al centro metti un po’ di patè di olive e unisci con un altro guscio.

martedì 21 maggio 2013

DULCE DE LECHE



Complice questa giornata di primavera avanzata che ricorda però l'autunno, ho deciso di starmene a casa e dedicare il mio tempo alla preparazione e pubblicazione dello splendido dulce de leche, un dolce tipico argentino, che si serve nature o accompagnato a pasticceria secca di ogni tipo o per farcitura. Devo la sua "conoscenza" alla mia cara amica Marcela, che me ne mandò un vasetto direttamente dall'Argentina. Pochi e semplici gli ingredienti per prepararlo: 3 litri di latte intero, 850 g di zucchero, 150 di glucosio o, in mancanza, miele, una bacca di vaniglia incisa longitudinalmente, in modo da far uscire i semini e mettere anche la buccia in infusione nella pentola e per finire, come mi insegna il mio amico chimico Dario Bressanini, un cucchiaino raso di bicarbonato che serve per evitare la coagulazione parziale della caseina e quindi la formazione di grumi (Grande Dario!).

Utilizzate una pentola in acciaio di capacità doppia rispetto agli ingredienti perchè, soprattutto all'inizio, in fase di ebollizione il liquido tende a salire parecchio.

In questo caso spostate per un attimo la pentola dal fornello e poi riposizionatela magari abbassando lievemente la fiamma. Una volta raggiunta l'ebollizione spostate la pentola sul fornello piccolo e proseguite in totale per circa 3 ore mescolando di tanto in tanto.

 Nell'ultima mezzora non dovete mollare ;) girate continuamente per evitare che si attacchi al fondo e fino a quando il tutto raggiunge la densità di una crema pasticcera ed il liquido iniziale si sarà praticamente ridotto ad 1/3.


Spegnete e riempite i vasetti quattrostagioni, chiudete bene e sterilizzate per circa 20 minuti.

mercoledì 17 aprile 2013

MARMELLATA DI LIMONI




Uscire in giardino e cogliere dei limoni non ha prezzo! La marmellata che ne è risultata è, modestia a parte, sublime. Segno tutti i passi di modo che la prossima volta li ripeto pari pari.
Cogliere 5 grossi limoni, lavarli accuratamente e tagliarli a fettine sottile. Metterli in una bacinella colma d'acqua calda e lasciarveli 3-4 ore, cambiando l'acqua ogni ora. Scolarli, pesarli (Kg. 1.300), tagliarli grossolanamente e rimetterli nel colapasta. In una pentola d'acciaio o di rame stagnato far bollire 200 g. di acqua con 800 g. di zucchero, aggiungervi i limoni e far cuocere, dalla ripresa del bollore, 25 minuti. Al termine di questo tempo la marmellata è ancora liquida ma grazie all'alto contenuto di pectina, si rassoderà in seguito. Versare la marmellata nei vasetti, tapparli bene e metterli a testa in giù, in modo far creare il vuoto. Consumare anche subito :) Se invece prevedete di consumarla più in là nel tempo o di regalarla, fate sterilizzare i vasetti ben chiusi immergendoli completamente in una pentola d'acqua e facendo bollire per circa mezzora.

lunedì 15 aprile 2013

RISOTTO CARCIOFI E SEPPIE




Ovviamente i tentacoli delle seppie non si buttano, peccato mortale!!! Tagliati a pezzetti molto piccoli vanno messi a rosolare in padella con olio ben caldo e aglio. Quando sono belli rosolati, aggiungere poco prezzemolo, salarli e farli cuocere per un buon quarto d'ora nella loro acqua. Se non dovesse bastare portateli a cottura aggiungendo un filo di vino bianco. Nel frattempo pulite bene qualche carciofo e tagliatelo a fettine, solo la parte tenera, e aggiungetelo alle seppie facendo cuocere per qualche minuto. Aggiungete un pochino di pepe nero, versate il riso carnaroli e portate a cottura con del brodo vegetale. Io ci aggiungo una piccola spolverata di pecorino grattugiato ma sono notoriamente  politicamente scorretta :) ...

Dosi per 4: 500 g. di seppia, 4 carciofi, 350 g. di riso carnaroli, olio, aglio, sale, pepe, brodo.

SEPPIE RIPIENE



2.550 grammi in due. Fresche di mare nostrum. Due belle sberlone di seppie, unico problema decidere come cucinarle. Dopo averle ben pulite e messo da parte i tentacoli per farci un risotto di cui poi scriverò, decido di farle ripiene. 4 uova, una manciata di pangrattato, una di pecorino sardo grattugiato, poco prezzemolo, pepe e aglio. A questo punto divido i composti ed in uno aggiungo una manciatina di capperi dissalati e qualche oliva di Gaeta tritata e all'altro qualche carciofo preventivamente affettato e saltato in padella con poco olio, sale e pepe. Riempio delicatamente le sacche, chiudo con stecchi belli grossi e metto in una teglia con olio caldo. Faccio rosolare in forno per circa 15 minuti, le giro, verso un bicchiere di vino bianco, le cospargo con una cucchiaiata di pangrattato, filo d'olio e lascio cuocere per una mezzora. Servite affettate con dei carciofi alla giudia. C'est trés facile, n'est pas?

domenica 7 aprile 2013

CAKE POP

Un altro dolcetto sfizioso che vale la pena di provare perchè è davvero incredibilmente buono. Se avete la macchinetta elettrica per farli vi semplificate il lavoro, altrimenti seguite la procedura che seguo io. Intanto per fare una ventina di cake pops occorre preparare una ganache con 50 g. di panna bollente nella quale scioglierete 100 g. di cioccolato fondente e tenete questa cremina da parte. Poi in una teglia versate un composto ottenuto sbattendo con una frusta 100 g. di farina, 100 di zucchero, 2 uova, 40 cacao, 50 g latte, 20 burro ed un pizzico di lievito chimico. Infornate per una ventina di minuti a 180°. Sfornate, fate raffreddare e con le mani riducetelo in briciole, aggiungete qualche cucchiaiata della ganache preparata e amalgamate bene. Con questo impasto preparate delle polpette di circa 2 cm, mettetele in un vassoio e poi in frigo per circa 15 minuti. Sciogliete poco cioccolato e intingete per due cm la bacchettina ed infilatela nella polpettina di torta e ganache. Rimettete in frigo per altri 15 minuti. Nel frattempo sciogliete del cioccolato o dello zucchero fondente che potete anche colorare ed intingetevi le polpettine fino a ricoprirle completamente. Infilzatele in una base di polistirolo e lasciate rapprendere per pochi minuti e decorate a piacere. Sono davvero buoni e non si sbriciolano per niente quindi sono comodissimi da mangiare soprattutto durante le feste per bambini, tenendo presente che piaceranno anche ai grandi quindi bisogna farne in abbondanza. Ovviamente la ganache ha funzione di legante ma anche di insaporitore quindi ci si può sbizzarrire aggiungendo pezzetti di torrone macinato, mandorle, canditi ecc...

sabato 16 marzo 2013

TORTA A SPIRALE

Da un po' di settimane mi sto dedicando a ricette argentine infatti ho preparato il dulce de leche, gli alfajores ed ora questa torta caratteristica. La pubblico oggi, compleanno di mia sorella, perchè mi pare un modo carino di farle gli auguri: Buon compleanno Gabriella! Il ddl si trova al super, già pronto, ma se in futuro avrete voglia di farlo, vi metterò tra qualche giorno il procedimento e le foto. Passiamo agli ingredienti per la torta: 10 uova 150 g zucchero 2 c miele 1 pizzicone di sale Montare a lungo e incorporare delicatamente 100 g. farina 50 g. cacao setacciati. Dividere il composto in due leccarde rivestite di cartaforno e cuocere a 200° per 8-10 minuti. Mischiare 500 gr dulce de leche con 500 di mascarpone e un goccio di estratto di vaniglia o i semini di una bacca. Stendere (tranne una cucchiaiata) sugli strati ormai freddi e tagliare in strisce alte 10 cm. e tagliare ancora in due. Aggiungere pezzetti di cioccolato fondente o nocciole o mandorle tritate. Mettere la cucchiaiata di crema al centro del piatto di portata e arrotolare su se stessa la prima mezza striscia e porla al centro, in piedi. Disporre le altre strisce a formare una spirale. Pareggiare il dolce in altezza usando un coltello molto affilato. (Io non l'ho fatto perchè la torta era per nostro uso e consumo...) Montare 500g. di panna fresca con 2 cucchiai di miele, rivestire il dolce e se avete ancora del ddl fare delle decorazioni. Tenere in frigo qualche ora e servire.

lunedì 4 marzo 2013

TEGLIA DOUBLE FACE

Youtube è una miniera di suggerimenti e stimoli ma quando ti fa vedere delle teglie appena uscite e che in Italia non sono ancora in vendita mi manda nel pallone. Essendo però Oggi giornata di esperimenti in cucina, pensa e ripensa, ho escogitato un sistema per ovviare alla mancanza, almeno fino a quando non le venderanno in Italia. In pratica si tratta di creare dei contenitori monoporzione, sia dolci che salati, in un colpo solo. Il risultato è eccellente e ve lo giro subito. Io ho utilizzato una teglia in silicone per cannelé e un rettangolo regolabile in acciaio. In pratica occorre usare la teglia dalla parte del fondo, ungerla per bene col burro spray e versarvi l’impasto fino a copertura dei fondini dei cannelé. Mi raccomando, ungete bene anche il rettangolo d’acciaio. A cottura ultimata sformate e tagliate a quadratini. Riempite a piacere. Ah le dosi e la procedura per l’impasto salato l’ho preso dal sito che pubblicizzava le suddette, eccole: montare, come per un pan di spagna, 8 tuorli d’uova con 40 g di zucchero e 15 di sale, unire 1 cipolla tritata finemente e 2 spicchi d’aglio, aggiungere gli albumi montati a neve, 80 g. di burro fuso ed infine incorporate 280 g di farina ed un pizzico di lievito chimico non vanigliato. Infornate a 160° per circa 30 minuti. Ovviamente poi vanno riempiti a piacere. Presto proverò l'impasto dolce.

mercoledì 20 febbraio 2013

TORTA AL BURRO D'ARACHIDE

Discontinua più che mai, eccomi di nuovo qui a farvi assaggiare questa torta dal gusto specialissimo che usa come ingrediente caratterizzante un prodotto che oramai si trova in molti supermercati: il burro d'arachide. Il dolce l'ho pensato per essere cotto in microonde ma si può ovviamente cuocere in maniera classica a 170° per circa 50 minuti. Lavorare con la frusta 2 uova con 400 g di zucchero. Aggiungere un quarto di latte intero, 250 g di farina, 250 g di burro d'arachide e 50 g. di acqua. Mescolare per bene e versare in una tortiera imburrata e infarinata e cuocere a 800 watt per circa 13 minuti. Lasciare raffreddare bene prima di sfornare e spolverizzare con zucchero a velo o decorare con lo zucchero fondente.

giovedì 24 gennaio 2013

FRITTURA ARABA

Le frittelle di carnevale che preferisco e pure le più veloci da preparare, successo garantito. Apprese ad un corso di pasticceria 8-9 anni fa, sono una sorta di pasta choux che viene fritta nello strutto, farcita di crema pasticcera ed infine passata nello zucchero semolato. Ingredienti: 300 g. di acqua, 100 g. di burro, 150 g. di farina, 5 g. di lievito tipo bertolini (preferibilmente non vanigliato, di modo che possiate usare le frittelle anche con un ripieno salato, se vi va)e 5 uova. Un kg di strutto per friggere. Inoltre preparate 1/2 l. di latte di crema pasticcera e su un vassoio 100 g. di zucchero semolato. Mettete l'acqua sul fuoco e quando bolle versatevi il burro tagliato a piccoli pezzi regolari. Una volta sciolto il burro versate la farina, nel quale avete messo il lievito, e mescolate vigorosamente per qualche minuto, fino a quando nel tegame non si forma una bella palla di pasta. Spegnere il fuoco e far raffreddare la pasta. Fate incorpoare, uno alla volta, le uova (non incorporate il successivo se non ha ben assorbito il precedente. L'impasto dovrebbe risultare tipo una crema. Mettetelo dentro una sac à poche, e strizzate dei piccoli bignè di impasto, distanziandoli fra loro, su un disco di carta paglia, unto con poco strutto, del diametro del tegame che userete per friggere. Fate scaldare il kg di strutto e portatelo a 160-170°, prendete il disco con i bignè e adagiatelo con i bignè verso sotto dentro il tegame. La carta paglia si staccherà immediatamente e la toglierete con le pinze. Fate dorare mescolando di frequente e dopo pochi minuti togliete dallo strutto, fate sgocciolare e mettete su carta assorbente. Ora potete riempirli con la crema e farli rotolare nello zucchero semolato. Potete anche surgelarli vuoti e riempirli successivamente. Se volete farli salati il ripieno può essere fatto con ricotta e funghi, salmone, o besciamella e verdure, ortaggi ecc...

mercoledì 9 gennaio 2013

ZUPPA INGLESE

Succede che ci si dimentica dei dolci classici, presi come siamo a sperimentare sempre nuove cose o ad elaborare nuove idee. è il caso della zuppa inglese, un dolce semplice, antico direi, ma di sicuro successo che ho riproposto a tavola per l'Epifania, stanca di tiramisu torronati, tartufi alle creme di nocciola e pistacchio, bavaresi allo zenzero, Paris-Brest con creme pralinée e creme al burro et similia. Un dolce semplice, dicevo, fatto con pan di spagna, crema pasticcera e, giusto per dare un tocco decorativo, della meringa italiana stabilizzata con la fiamma del cannello. Non fatevi ingannare dalla foto, non è un bicchierino ma un bel bicchierone che contiene un pan di spagna da 6 uova, crema pasticcera per un litro di latte e circa 350 g. di alchermes. Ingredienti: per la crema: 1 litro di latte intero, 10 tuorli, 80 g. di farina, 300 g. di zucchero, 150 g. cioccolato fondente. Fate bollire il latte ed intanto sbattete i tuorli con lo zucchero e la farina. Versateci su il latte bollente e rimettete sul fuoco fino a che non si ispessisce. Dividete la crema in due parti ed in una mettete il cioccolato spezzettato e rimestate. Coprite le creme con pellicola a contatto e mettete in frigo. Per il pan di spagna: 6 uova, 180 g. di zucchero, 210 g. di farina, la scorza di un limone. Montate molto bene le uova con lo zucchero per almeno 20 minuti, setacciate la farina e incorporatela a mano, poco alla volta, con un movimento dall'alto verso il basso, senza far smontare il composto di uova e profumate con la scorza di limone. Infornate per circa 30 minuti a 150°. Per la bagna fate bollire 150 g. di zucchero con 200 g. di acqua, fate raffreddare ed aggiungete la stessa quantità di alchermes. Tagliate a dadini il pan di spagna freddo e spruzzate abbondantemente con la bagna all'archemes. Distribuitene un quarto sul fondo del contenitore e coprite con metà della crema pasticcera. Altro strato di pan di spagna e crema pasticcera al cioccolato, pan di spagna e crema pasticcera, pan di spagna e crema al cioccolato. Mettete in frigo. Per decorare portate a 121° 120 g. di zucchero con 20 g. di acqua. Versateli a filo nella planetaria contenente due albumi e fate montare fino a che diventa lucida e sostenuta. Mettete il composto in una sac à poche e decorate a piacere. Con il cannello colorate la meringa e portate in tavola.

mercoledì 19 dicembre 2012

BISCOTTI DI NATALE CON LA FROLLA

Anche quest'anno si è ripetuto lo stesso film degli anni scorsi. Mi ero ripromessa di non far niente di specifico ed invece eccomi nel turbine delle preparazioni culinarie per le feste. Comincio con questi biscottini che sono una delizia. Primo perchè questa frolla è buonissima, d'altra parte proviene da uno chef pasticcere di tutto rispetto, Maurizio Santin; secondo perchè ogni biscotto è ricoperto da uno strato di cioccolato. Ho usato i tre tipi, diversificandoli, in modo da accontentare un po' tutti. Per la frolla impastare 500 g di farina con 250 di burro, 140 di zucchero a velo, un pizzico di sale, i semini di mezza bacca di vaniglia, 3 tuorli ed 1 uovo intero. Far riposare un'ora in frigo, stendere a qualche millimetro di altezza e ricavare tanti biscotti da cuocere per circa 20 minuti a 170° (almeno nel mio forno questa è la temperatura giusta per farli dorare). Farli raffreddare su una gratella procedere con la decorazione. Io ho usato il cioccolato bianco, fondente ed al latte ed anche un pochino di ghiaccia reale per le decorazioni colorate. Non ho glassato con la reale perchè mi pare che il tutto diventi troppo stucchevole per i miei gusti. Se dopo il raffreddamento non si ha tempo per decorarli basta conservarli in una scatola di latta e si decoreranno quando si ha qualche ora a disposizione.

domenica 18 novembre 2012

COTOGNATA DURA

Ora io sarei rimasta anche un bel po' senza far nulla ma si dà il caso che abbia avuto in regalo 2,800 kg di mele cotogne e potevo privarmi di fare la cotognata? Sia mai, e così le ho lavate strofinando per bene per eliminare la peluria, le ho asciugate e messe a bollire in acqua con 3 limoni tagliati a pezzi per circa mezzora (morbide). Poi le ho passate nello schiacciapatate e ne ho ricavato circa 1,700 kg di polpa. Ho messo da parte ed ho messo in un grande tegame 500 gr. di acqua e vi ho versato sopra 1,700 kg di zucchero. Ho fatto cuocere, senza mescolare mai col cucchiaio ma solo muovendo il tegame,un caramello chiarissimo e vi ho versato la polpa delle mele cotogne. Ho rimestato ancora sul fuoco basso per circa 10 minuti per far asciugare ancora il composto ed ho versato il tutto in una teglia foderata con carta forno. Ho lasciato asciugare all'aria per una giornata e poi in forno ventilato a 50° per 2 giorni (dopo una giornata ho rivoltato per far asciugare la parte sottostante). A questo punto ho tagliato a pezzetti la cotognata ormai indurita, l'ho passata nello zucchero e l'ho lasciata all'aria ancora due giorni. Quando mi è sembrata bella asciutta l'ho riposta in un vasone di vetro sul cui fondo ho appoggiato un pezzo di carta paglia spolverizzato di zucchero, ho aggiunto due tre bacche di vaniglia, cosparso di zucchero ed ora è bella pronta per essere mangiata. Una merenda antica, un rimedio contro il mal di gola o un accompagnamento particolare per del formaggio ben stagionato. Insomma ci sono mille motivi per mangiarne un pezzetto.

venerdì 16 novembre 2012

GALETTE BRETONNE

Sull'onda della mia passione per la Francia e dei miei ricordi, ecco la ricetta di un piatto che può costituire da solo un pasto principale o una bella merenda sostanziosa. Mischiate 100 gr. farina di grano saraceno, 20 grammi farina 00, 20 gr. burro, 1 uovo, sale e acqua q.b. ad ottenere una pastella fluida. Versate l'impasto, sul testo o una padella antiaderente unta lievemente, ed allargatelo a formare una crepe e adagiate subito il formaggio, l'uovo, ed il prosciutto cotto o pancetta o ciò che più vi piace (cipolla rosolata, spinaci, salsicce ecc...) fate cuocere fino ad avere una bella doratura del fondo e poi chiudete i bordi verso l'interno a formare un quadrato. Appena il formaggio è fuso e l'uovo cotto potete farla scivolare delicatamente nel piatto. Squisita :). Con questa dose vengono 3 galette su un testo grande. Purtroppo non trovando spesso la farina di saraceno sono costretta a sostituirla con farina integrale di grano duro, viene ottima lo stesso ma non è l'originale.

venerdì 9 novembre 2012

KRANSECAKE, UNA TORTA NUZIALE MA NON SOLO...

Mi sono innamorata di questo dolce norvegese, una torta da matrimonio decorativa, ma non solo, è anche parecchio buona. Sono necessari degli stampi, una serie di 6, ed ognuno può fare 3 dischi. Sì perchè questo dolce è composto da 18 dischi concentrici, che si attaccano fra loro col caramello o la glassa reale, ed infine si decora a piacere. Per prepararlo occorre impastare 500 gr. di zucchero a velo con 500 grammi di mandorle macinate finemente e 200 gr. di albume. Si fa riposare una notte in frigo (indispensabile) poi si ungono gli stampi con burro e si spolverizzano di farina e con una sac à poche si formano dei cerchi non più grossi del dito mignolo, all'interno degli stampi. Si cuocono per 10 minuti nel forno già caldo a 205°. La glassa si fa invece con 1 albume e 250 gr, di zucchero a velo. Siccome la forma ricorda un albero di Natale, ovvio che io gli ho già trovato l'uso alternativo: decorare la tavola natalizia. Questi invece sono gli stampi necessari:

lunedì 5 novembre 2012

BANANA BREAD

La fruttiera in cucina aveva un nugolo di moscerini... e certo, vi stazionavano da una settimana 3 banane oramai belle mature, troppo morbide da mangiare a morsi. Quindi le ho sbucciate, schiacciate con una forchetta e messe in un contenitore di vetro nel quale avevo battuto con la frusta 3 uova piccole con 120 gr. di burro fuso tiepido. Ho versato il composto in un'altra ciotola contenente 250 gr. di farina, 150 di zucchero, una presa di sale vanigliato ed una bustina di lievito. Mescolato il tutto, senza insistere troppo e versato in uno stampo da plumcake da 25 cm. Cotto in forno a 180° per circa tre quarti d'ora. (prova stecchino). Mangiato tiepido con una punta di burro tedesco e un cubettino di cioccolato, ma è sicuramente buono anche freddo e nature. Riassumendo occorrono: 3 banane mature, 3 uova piccole, 120 gr. di burro, 250 gr. di farina, 150 gr di zucchero, sale e 1 bustina di lievito.

sabato 22 settembre 2012

BISCOTTI AL BURRO D’ARACHIDE- PEANUT BUTTER COOKIES
Mia figlia Eleonora ha trascorso le vacanze estive negli U.S.A ed ha portato come souvenir, chilate di peanut butter, il famigerato burro d’arachide. Personalmente non ne vado pazza, ma vedo che i ragazzi ed i loro amici lo mangiano spalmato sul pane, come una sorta di nutella. In poche parole volevo fare in modo di ELIMINARLO al più presto e nonostante ne avessi regalato diversi barattoli, in casa ne stazionavano ancora. Allora ho provato a fare i classici cookies con ricetta originale americana e..lo devo dire, sono talmente buoni che quasi mi spiace aver regalato tutti quei barattoli. Passiamo alle dosi: 200 grammi di zucchero, 220 di zucchero di canna, 220 di burro, 220 di burro d’arachide, 2 uova, 350 gr. di farina, 1 bustina di lievito ed un cucchiaino di sale. Impastare prima il burro ed il burro d’arachide, rendendolo come una pomata, aggiungere gli zuccheri, poi le uova ed infine la farina col lievito ed il sale. Formare 50 polpette e metterle in freezer per una mezzora. Schiacciarle poi col palmo della mano per farne dei dischetti e segnare il biscotto con i rebbi di una forchetta, avendo cura di passarla ogni tanto nello zucchero o nella farina, di modo che non si attacchi al biscotto. Disporre i biscotti piuttosto distanziati ( in una leccarda da forno ce ne stanno una dozzina) ed infornare per 10 minuti a 180°. Sfornare e lasciarli in teglia per una decina di minuti (si romperebbero, sennò) e poi far raffreddare su una gratella. Il profumo ed il gusto di questi biscotti sono divini.

giovedì 30 agosto 2012

BOCCONCINI DI PESCE




Di necessità virtù: Il persico-trota sa di poco ma, visto che ne ho una certa quantità, ho cercato di dargli una marcia in più. L'ho pulito, sfilettato, tagliato a strisce e poi coperto con un foglio di pellicola. Battuto delicatamente con il batticarne. Tolta la pellicola ci ho adagiato sopra piccole fettine di speck e una foglia di salvia o foglioline di timo. Ho fatto degli involtini, li ho salati e pepati. Passati velocemente nella farina e li ho rosolati in una padella con un filo d'olio. Sfumato infine con un goccio di birra. Il tutto in pochissimi minuti.
Golosissimi.

sabato 16 giugno 2012

TORTA RUSSA



Questa torta è un ricordo della mia adolescenza, non c'era domenica o giorno di festa senza che papà passasse in pasticceria a ritirare questo dolce delizioso. Poi noi ragazzini siamo cresciuti, i gusti sono cambiati e per molti anni è stata dimenticata. Ogni tanto però mi piace ricordare quei momenti spensierati e la preparo per riassaggiarla. Se sapete fare la pasta sfoglia in casa tanto meglio altrimenti prendete quella già pronta e ricavatene 3 rettangoli che vanno in forno a 190° per 15 minuti avendo prima l'accortezza di bucherellare la sfoglia con i rebbi di una forchetta e spolverizzarla leggermente con zucchero semolato. Intanto che cuoce preparate mezzo litro di crema pasticcera e aromatizzatela con la scorza di un limone appena colto. Mettete in frigo a raffreddare. La torta russa va assemblata un momento prima di servirla perchè la pasta sfoglia a contatto con la crema perde la fragranza e questo non è gradevole. Potete fare una torta o preparare delle monoporzioni e, in questo caso, ricavate tanti piccoli rettangoli dalle sfoglie ed usatene 3 per porzione. Sporcate il fondo del piatto con la crema ed adagiatevi una sfoglia, distribuite una dose generosa di crema e alcune fette di banana, altra sfoglia e altra crema, aggiungete stavolta dei pezzetti o delle gocce di cioccolato fondente e terminate con la sfoglia. Guarnite con una lieve spolverata di zucchero a velo, qualche granellino di nocciola tostata e pezzetti di cioccolato.

giovedì 3 maggio 2012

TORTA CON LE FRAGOLE




Oggi mi è venuta voglia di pubblicare un passo passo per preparare una semplice e classica torta alle fragole.

Preparare un pan di spagna con 6 uova, 180 grammi di zucchero, 210 gr. di farina e la scorza di un limone. Versare in una tortiera diam 28 imburrata ed infarinata e cuocere per 25 minuti a 160°.
Sfornate, sformate e fare raffreddare su una gratella.
Intanto preparate una crema pasticcera con 4 tuorli, mezzo litro di latte, 150 grammi di zucchero e 40 gr. di farina. Aromatizzate con scorza di limone e fate raffreddare.
Tagliate a pezzetti 300 gr. di fragole, bagnatele col succo di mezzo limone e spolverizzate con un cucchiaio di zucchero. Mettete in frigo. Tagliate a fette altri 300 grammi di fragole che serviranno per la copertura.

Ora riprendete la torta e con uno stampo o con uno stencil segnate la torta




e tagliate accuratamente in modo da ricavarne due.



Prendetene una, Yin o Yang , fate voi, poggiatela su un tagliare e tagliatela orizzontalmente.



Quando la crema sarà fredda, portate tutto sul piano di lavoro, sgocciolate le fragole e aggiungete al loro succo due bicchierini di limoncello.



Spennellate la base col succo di fragola e limoncello, mettete la crema pasticcera, le fragole



e chiudete con l’altra base anch’essa spennellata.



Ora montate 200 grammi di panna fresca con un cucchiaio di zucchero e cospargete tutta la torta. (usatene metà che l’altra vi serve per l’altra torta)



Ricoprite i bordi laterali e il perimetro con delle scagliette di cioccolato bianco.



Disponete le fette di fragola lievemente sovrapposte e se volete decorate con fili bianchi ottenuti da 50 grammi di cioccolato bianco fuso e messo in un conetto di carta. In frigo per qualche ora di modo che si compatti bene e che si amalgamino i sapori.

Con questi ingredienti otterrete Yin e Yang.

martedì 1 maggio 2012

SALE AROMATICO



Quelli che vedete nella foto sono, nell'ordine: sale marino sardo al finocchietto selvatico, al rosmarino, al peperoncino, al thè matcha, al mirto, al limone.

Visto che il tempo era inclemente e non sono potuta uscire, ho dedicato il mio tempo alla preparazione di alcuni sali aromatizzati. Avevo parecchio mirto fresco (residuo delle tàccule),finocchietto selvatico, limoni, peperoncini freschi e rosmarino dell'orto. Dopo aver lavato e ben asciugato gli odori, con pazienza ho tirato via gli aghi del rosmarino, le foglie dal rametto di mirto, tolto i semi ai peperoncini, grattugiato finemente la scorza gialla dei limoni, e tagliato a coltello i tronchetti di finocchietto. Col macinacaffè ho tritato il sale grosso insieme ad una abbondante manciata di erbe (non mischiate tra loro, però) che ho poi disposto sulla leccarda del forno acceso a 40° per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto. Ho messo poi nei vasetti sterilizzati. Sono ottimi sia con la carne che con il pesce (qualcuno persino nei dolci) oppure semplicemente tostati in padella calda per poi cuocervi ciò che più vi piace. Preparatevi, all'apertura, ad essere avvolti da un profumo di campagna fantastico! In programma, con lo stesso metodo, sale all'arancia, al pepe, alle spezie miste e spazio alla fantasia. Ora, alla prossima giornata di pioggia, magari mi dedicherò alle etichette!